Martedì, 22 Giugno 2021
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Letta attacca Salvini da Bruxelles: “Chi non crede nell’Europa non può stare al Governo”

Trasferta del segretario Pd nella capitale belga “per presentarmi” e “garantire sulle riforme”. Sul Quirinale taglia corto: “Gennaio è lontano”. Promossa l’alleanza coi Cinquestelle: “Rapporto positivo”

Nella foto: il segretario del Partito democratico, Enrico Letta. (wikimedia.commons.org)

Il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, si trova a Bruxelles per una due giorni fitta di appuntamenti. Ieri l’ex premier ha incontrato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Proprio dopo il pranzo di lavoro con il compagno di partito, Letta si è fermato a parlare coi giornalisti per mettere in chiaro le ragioni della sua trasferta. “L’Europa è nel Dna del Partito democratico”, ha detto, “e ci consideriamo i guardiani dell’europeismo di questa maggioranza”. 

L'attacco a Salvini

A chi ha fatto notare al segretario la contraddizione di essere europeisti e stare al Governo del Paese con la Lega di Matteo Salvini, il leader del Pd ha replicato con sarcasmo: “Chi sta dentro questo Governo crede nell’Europa e ciò vuol dire che Salvini crede nell’Europa e nell’europeismo”. Scherzi a parte, “io non ho nessun dubbio - ha aggiunto Letta - sul fatto che la nostra posizione è quella di un Governo europeista e ovviamente chi non crede nell’Europa non vedo cosa ci faccia dentro un Governo europeista come questo”. Un chiaro segnale all’attuale alleato nell’ampia maggioranza a sostegno di Mario Draghi.

Le riforme da fare

Letta ha spiegato di essersi recato a Bruxelles “per fare un giro d’incontri per presentarmi e per presentare la strategia del Partito democratico a diversi interlocutori internazionali”. “Se non faremo le riforme della giustizia, del fisco e della concorrenza”, ha avvertito Letta riferendosi al Recovery Fund, “i soldi non arriveranno” perché “questo è quello che c’è scritto nel piano nazionale” di ripresa e resilienza.

"Il Governo del delivery"

L’esecutivo guidato da Draghi “deve essere il Governo del delivery, il Governo che consegna, che fa le cose”, ha aggiunto. “Il concetto essenziale che noi auspichiamo è la continuità di Governo” e “lavoriamo in modo convinto affinché le riforme vengano applicate”, ha scandito Letta prima di rispondere alla domanda delle cento pistole su chi prenderà il posto di Sergio Mattarella. “Gennaio è talmente lontano che non sono in grado di dire in questo momento” cosa succederà in occasione dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, ha tagliato corto il segretario. Letta si è dimostrato invece più aperto a parlare della relazione con il Movimento 5 stelle che “continua e non è messa in discussione”. Il segretario ha marcato la diversità con gli alleati di Governo dai tempi del Conte II “sia alle amministrative che in altre situazioni”. “Però - ha concluso - esiste questo rapporto positivo che ho intenzione di portare avanti”.

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