In fiamme il campo d'accoglienza di Lesbo, 12mila profughi in fuga

La struttura, che ha una capienza massima di di 2.800 persone, era pesantemente sovraffollata ed era anche diventata un possibile focolaio di Covid-19 dopo la scoperta di 35 casi

Il campo di Lesbo in fiamme - foto Ansa EPA/STRATIS BALASKAS

Sono migliaia i profughi in fuga dopo che un enorme incendio ha colpito il più grande campo profughi d'Europa, quello di Lesbo in Grecia. Il campo Moria, costruito con una capacità di 2.800 persone, era pesantemente sovraffollato e ospitava oltre 12 mila richiedenti asilo, che ora cercano di mettersi in salvo lasciando tende e container.

Solo ieri il ministro dell'immigrazione greco aveva diffuso la notizia che 35 ospiti della struttura erano risultati positivi al Covid-19 e la conseguente decisione di mettere l'intero campo in quarantena fino al 15 settembre, decisione che aveva fatto salire alle stelle la tensione. Nonostante il campo sia stato in gran parte distrutto, non risulta al momento che ci siano vittime, anche se in molti soffrono di lievi intossicazioni respiratorie per avere inspirato il fumo nero sprigionato dalle fiamme. Agenti della polizia antisommossa hanno raggiunto l'isola e in giornata il governo si riunirà per affrontare l'emergenza. Per ora, si sta cercando di trovare un tetto ai fuggitivi cercando di rintracciare e isolare i positivi al coronavirus.

Da parte sua l'Unione europea si è detta pronta a finanziare il trasferimento e l'accoglienza per 400 minori non accompagnati rimasti coinvolti dall'incendio. Lo ha annunciato il commissario europeo per le Politiche migratorie, Ylva Johansson. "I miei pensieri e la compassione vanno verso le persone di Lesbo ed in particolare verso i migranti e il personale che lavora a Moria", ha dichiarato tramite Twitter Johansson, spiegando di aver "già concordato il finanziamento per l'immediato trasferimento e l'accoglienza sulla terraferma dei 400 minori non accompagnati rimanenti. La sicurezza e l'accoglienza di tutte le persone a Moria è la priorità", ha dichiarato.

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Tra i Paesi membri il primo a farsi avanti offrendosi di fare la sua parte è stata la Norvegia che ha annunciato che accoglierà 50 migranti. ''Abbiamo attivato le procedure'', ha detto la premier Erna Solberg, spiegando che la priorità verrà data alle famiglie con bambini. Solberg ha definito ''orribili'' le immagini dell'incendio al campo profughi e chiesto che vengano chiarite le cause. I 50 migranti che saranno accolti verranno a far parte dei tremila che compongono la quota di rifugiati per la Norvegia quest'anno. Il ministro norvegese per l'Infanzia e la famiglia Kjell Ingolf Ropstad ha detto in una conferenza stampa che Oslo deve accogliere ''i più vulnerabili'', ovvero le famiglie con bambini e i minori di 14 anni.

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