Dopo legge elettorale e Bankitalia, per Gentiloni si apre il fronte con Bruxelles

Lettera della Commissione Ue al ministro Padoan. A rischio lo sconto di 8,5 miliardi richiesto dall'Italia. Al tavolo delle trattative, le spese per la crisi migratoria

Il premier Gentiloni al vertice Ue / Ebs

Appena due settimane fa, al termine dell'Ecofin a Lussemburgo, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si era mostrato sicuro, dichiarando che da Bruxelles non era arrivata “nessuna obiezione” sull'aggiustamento strutturale ridotto allo 0,3% del Pil, cosi' come richiesto dall'Italia nell'utlima bozza di bilancio. Tradotto, Roma chiede uno sconto di 8,5 miliardi. Oggi, pero', è arrivata una doccia fredda dalla Commissione europea, che ha inviato una lettera al governo italiano in cui chiede di chiarire i dettagli  sull'aggiustamento dei conti pubblici previsto per il 2017 e il 2018. Secondo Bruxelles, infatti, lo scostamento delineato dall'Italia rappresenta una “deviazione significativa” rispetto a quanto raccomandato dalla Commissione. 

Dopo la legge elettorale e il caso Bankitalia, per il premier Paolo Gentiloni si apre un nuovo fronte critico, stavolta sulla linea Roma-Bruxelles. La lettera, inviata al ministro Padoan, è firmata  dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. E dovrà essere lo stesso Padoan a rispondere entro martedi'.

I rilievi della Commissione

Per il 2018, si legge nella lettera dei commissari, la bozza di bilancio programma "uno sforzo strutturale dello 0,3% del Pil, che, una volta ricalcolato dai servizi della Commissione coerentemente con la metodologia comunemente concordata per il calcolo della crescita potenziale, è pari allo 0,2% del Pil". Secondo Moscovici e Dombrovskis, questo "è sotto lo sforzo di almeno lo 0,6% del Pil richiesto in accordo con la matrice comunemente concordata sotto il patto di Stabilità e crescita, così come stabilito dalla raccomandazione del Consiglio dell'11 luglio 2017". Inoltre, si fa notare nella lettera a Padoan, anche l'aumento della spesa pubblica "è superiore rispetto alla riduzione raccomandata si almeno lo 0,2-0,1% del Pil". 

Per quanto riguarda il 2017, la bozza di bilancio implica "un peggioramento del bilancio strutturale che rappresenta una significativa deviazione rispetto allo sforzo di almeno lo 0,6% del Pil raccomandata dal consiglio il 16 luglio 2016". Allo stesso modo, la spesa pubblica aumenta, mentre era raccomandata "una riduzione di almeno l'1,4%". Tutti questi punti, secondo Bruxelles, mettono a rischio il raggiungimento degli obiettivi a medio termine (pareggio strutturale nel 2020) e per questo si chiedono "ulteriori informazioni sulla composizione precisa dello sforzo strutturale previsto" nella bozza di bilancio. 

I possibili spiragli per uno “sconto”

La valutazione della bozza di bilancio dell'Italia per il 2018, si legge ancora nella lettera, "terrà comunque nella dovuta considerazione l'obiettivo di ottenere una politica di bilancio che contribuista sia a rafforzare la ripresa in corso sia ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche italiane". 

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"Prendiamo anche nota delle recenti spese e previsioni di spesa legate agli arrivi e alla presenza di migranti in Italia, presentate nel bilancio, e vi invitiamo a inviarci ulteriori informazioni dettagliate su questo punto", prosegue la lettera di Moscovici e Dombrovskis. Proprio su queste spese, si gioca la richiesta italiana di maggiore flessibilità sui conti. Le trattative sono iniziate. 

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