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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Il caso / Germania

La legge per proteggere la Costituzione è incostituzionale

Il caso in Germania: Karlsruhe si è pronunciata contro il testo che affida alle autorità bavaresi ampi poteri in ambito di sorveglianza (anche privata) dei cittadini

Sembra uno scioglilingua, ma è realtà: la Corte costituzionale tedesca ha dichiarato parzialmente incostituzionale una legge bavarese sulla protezione della Costituzione. Gli ampi poteri accordati dalla norma in questione all’Ufficio statale per la protezione della Costituzione, infatti, violano i diritti fondamentali dei cittadini e potranno rimanere in vigore, in forma limitata, solo fino all’anno prossimo.

La contestazione dei giudici di Karlsruhe, dove ha sede la Corte costituzionale federale, riguarda una serie di disposizioni che regolano, tra gli altri, lo spionaggio, le ricerche online e la localizzazione dei telefoni cellulari. Come spiega il Frankfurter Allegmeine, il testo normativo è entrato in vigore nella sua forma attuale nel 2016 dopo essere stato emendato dalla Csu (il partito bavarese gemello della Cdu di Angela Merkel). La stretta sulle libertà personali sarebbe stata giustificata secondo i suoi promotori dalla necessità di contrastare la minaccia del terrorismo islamico.

La Legge fondamentale (la costituzione tedesca) permette al legislatore di muoversi all’interno di “uno spazio sostanziale per prendere in considerazione le sfide della politica di sicurezza anche nell’ambito della protezione costituzionale”, ha dichiarato il presidente della Corte Stephan Harbarth nel giustificare la sentenza di oltre 150 pagine. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – la Costituzione pone dei limiti sostanziali in termini di diritti fondamentali” riconosciuti agli individui.

Karlsruhe ha quindi dato tempo fino al 31 luglio 2023 alle autorità bavaresi per porre rimedio alle violazioni dei diritti fondamentali che discendono dal testo della legge, che nel frattempo dovrà essere applicata in versione “ridotta”. Il procedimento era stato avviato dalla Società per le libertà civili (Gff dall’acronimo in tedesco), un’associazione della società civile, che temeva che il precedente bavarese potesse estendersi in tutta la Germania. Il reclamo faceva riferimento anche all’uso di investigatori sotto copertura e di informatori, nonché al trasferimento di dati personali ad altre autorità e l’installazione di cimici negli edifici privati per monitorare le conversazioni di elementi sospetti.

Siccome le denunce costituzionali possono essere presentate solamente da chi vede i propri diritti fondamentali “direttamente e attualmente” colpiti, la Gff aveva “arruolato” in qualità di querelanti tre membri della Lega degli antifascisti (Vvn-Bda), che riunisce i perseguitati dal regime nazista ed è stata menzionata dall’Ufficio bavarese come “organizzazione influenzata dall’estremismo di sinistra”. Già nel 2017 i Verdi locali avevano fatto ricorso contro gli emendamenti approvati dalla Csu.

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