Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Deputati di Lega e Forza Italia difendono BigPharma: “Inutile sospendere i brevetti”

Cinque europarlamentari del centrodestra hanno chiesto all'Ue di bocciare la proposta che toglierebbe alle case farmaceutiche il monopolio della produzione di dosi. Bruxelles ha poi sposato questa linea, opponendosi in sede Wto alle richieste dei Paesi in via di sviluppo

“L'Europa è la terra dell'imprenditorialità e dell'innovazione e dovremmo diventare un forte sostenitore della protezione dei diritti di proprietà intellettuale sul palcoscenico globale”. Così una lettera firmata da cinque europarlamentari italiani - tre della Lega e due di Forza Italia - e altrettanti di diversi Paesi Ue, nella quale si chiede alla Commissione europea di opporsi in sede Wto alla proposta di sospendere la protezione legale dei brevetti sui vaccini anti-Covid, la cui produzione è oggi in mano alle sole case farmaceutiche che li hanno sviluppati. I primi a proporre il ritiro temporaneo della tutela della proprietà intellettuale su medicine e vaccini contro il coronavirus sono stati i Governi di India e Sudafrica. La proposta ha poi trovato il sostegno di un centinaio di Paesi, ma è stata bloccata in sede Wto principalmente a causa del ‘no’ di Usa e Unione europea. 

La lettera alla vigilia del primo summit di Draghi

Secondo i Governi e la lunga serie di associazioni (a partire da Emergency e Medici senza frontiere) che sostengono la proposta, togliere alle case farmaceutiche il monopolio di produzione dei vaccini anti-Covid contribuirebbe ad aumentare l'accesso alle dosi, soprattutto per i Paesi più poveri o in via di sviluppo. La lettera - pubblicata oggi dalla testata online Fanpage in un articolo di Marco Billeci - rende noto il sostegno dei cinque politici italiani al ‘no’ dell’Ue alla sospensione dei brevetti. I firmatari del documento indirizzato alla commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, sono i leghisti Gianna Gancia, Lucia Vuolo e Matteo Adinolfi assieme ai forzisti Salvatore De Meo e Fulvio Martusciello. La missiva è datata 24 febbraio, ovvero alla vigila di un videosummit tra i leader europei, il primo al quale ha partecipato Mario Draghi in qualità di presidente del Consiglio. 

No alla sospensione dei brevetti

I firmatari, si legge nella lettera, hanno scritto a Kyriakides “per esprimere le nostre preoccupazioni riguardo ai numerosi appelli per l'erosione dei diritti di proprietà intellettuale nell'Ue e nel mondo”. “Alla ricerca di una soluzione rapida, alcuni Paesi sono andati oltre il limite”, si sono lamentati gli europarlamentari di centrodestra, prima di citare la proposta del Sudafrica. Secondo i firmatari, ritirare le tutele sui brevetti non serve perché “le aziende stanno già cooperando tra loro su vasta scala per superare formidabili sfide tecniche e ingegneristiche per aumentare la produzione di vaccini all’avanguardia”. “Sfortunatamente - hanno scritto i cinque politici italiani - sta emergendo una falsa narrativa secondo cui la proprietà intellettuale è un ostacolo a tale collaborazione e che quindi il sequestro dei diritti di proprietà intellettuale porterebbe a un rapido aumento della fornitura di vaccini”. “Chiediamo pertanto alla Commissione di opporsi all'estensione delle flessibilità TRIPS (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights, ndr) durante la riunione del Consiglio generale del Wto della prossima settimana”, e dunque bocciare la proposta di ritiro dell’esclusiva delle case farmaceutiche sulla produzione di vaccini. Non è dato a sapere che valore abbia avuto la lettera degli eurodeputati italiani sulla scelta finale dell’Ue di opporsi alla liberalizzazione del brevetto, ma senza dubbio i firmatari saranno rimasti soddisfatti dell’esito finale.

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