Premier Ue: “Sono sposato con un uomo”. E al vertice con la Lega Araba cala il silenzio

Il leader lussemburghese Xavier Bettel al Summit di Sharm El Sheikh ha così affrontato il tema dell'omofobia di fronte ai leader di Paesi che puniscono l’omosessualità con la pena di morte

Xavier Bettel (a destra) il giorno del suo matrimonio - Ansa EPA/JULIEN WARNAND

Xavier Bettel, il primo presidente al mondo apertamente gay che è riuscito a farsi rieleggere per un secondo mandato, ha affrontato il tema dell’omofobia di fronte ai leader dei Paesi arabi, in molti dei quali l’omosessualità è ancora un reato. Durante il summit tra Unione europea e Lega araba, che si è svolto a Sharm El Sheikh, il premier del Granducato di Lussemburgo ha preso la parola per ricordare a tutti i presenti che è sposato con un uomo.

Come racconta Rtl, Stefan Leifert, giornalista che ha assistito alla scena, c'è stata una reazione gelida della sala con vari leader. Bettel avrebbe inoltre evidenziato che in molti degli Stati arabi presenti al summit la sua omosessualità sarebbe stata punita con la pena di morte. Il premier non ha dunque avuto paura di affrontare il problema delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

In seguito all’evento, Bettel ha scritto su Twitter: “Restare in silenzio? Non ci ho neanche pensato”. Il premier si è sposato nel 2015, lo stesso anno in cui è entrata in vigore la riforma che oggi permette in Lussemburgo il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.

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