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Sabato, 28 Maggio 2022
Frode / Francia

Marine Le Pen accusata di frode all'Ue. L'Eurocamera: "Recupereremo i soldi"

La candidata all'Eliseo avrebbe sottratto 137mila euro di fondi durante il suo periodo come eurodeputata

A pochi giorni dal secondo e decisivo turno delle elezioni presidenziali francese, nelle quali si scontreranno il liberale Emmanuel Macron e la conservatrice Marine Le Pen, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e la Procura di Stato francese hanno accusato (nuovamente) la candidata di estrema destra di frode.

Oltre alla leader del Rassemblement National (Rn) tra gli accusati vi sono anche suo padre, Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito (che in precedenza si chiamava Front National), il suo ex partner Louis Aliot e l'ex vice presidente del partito Bruno Gollnisch. Il Parlamento europeo, afferma un funzionario, è determinato a recuperare tutto il denaro che Marine Le Pen e i suoi collaboratori sono sospettati di aver sottratto. Secondo questa fonte, "in totale stiamo parlando di 617mila euro pagati indebitamente". "Ora procederemo nelle prossime settimane a recuperare il denaro dagli interessati", riporta Euractiv.

Le Pen è stata in carica come eurodeputata dal 2004 al 2017, e, durante questo periodo di tempo, secondo il rapporto dell’agenzia dell’Ue, reso pubblico da Mediapart, si sarebbe appropriata indebitamente di circa 137mila euro, che avrebbe utilizzato per scopi politici nazionali, spese personali e servizi a società commerciali strettamente legate al partito. Le accuse, sottolinea il legale della leader del Rn, risalgono a più di un decennio fa. "Sono sorpreso dalla tempistica della rivelazione", ha detto all'Afp. L'indagine dell'Olaf è stata aperta nel 2016, ma la candidata alle presidenziali è stata interrogata per la prima volta, per posta, solamente nel 2021, ha spiegato all'Afp il suo avvocato Rodolphe Bosselut.

Per il momento, Le Pen non è stata citata in giudizio, ha sottolineato il suo avvocato, che ha affermato che né lui né la sua assistita hanno ancora potuto vedere il rapporto finale dell'Olaf. La candidata ha negato ogni accusa, ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla questione, se non per conto del suo legale. La candidata Rn è sotto inchiesta dal 2018 per "appropriazione indebita di fondi pubblici" in un altro caso, quello dei “portaborse”. L’ex europarlamentare è sospettata di aver fatto lavorare per il suo partito dei collaboratori pagati con denaro pubblico europeo, normalmente al servizio esclusivo del Parlamento di Strasburgo.

Lo scorso gennaio aveva annunciato che non avrebbe risposto a nessuna domanda relativa alle accuse di occupazione fittizia al Pe ritenendo di essere vittima di uno "sfruttamento politico della giustizia". Sospetti e accuse di tali proporzioni, nazionali ed europee, sarebbero semplicemente devastanti per qualsiasi candidato alle elezioni presidenziali. Ma Marine Le Pen è un candidato molto particolare, che ha basato parte della sua carriera sulla critica delle istituzioni europee, per questo motivo lo scandalo potrebbe, quindi incidere relativamente, sul risultato elettorale.

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