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Martedì, 24 Maggio 2022
Guerra Russia-Ucraina

“Lavrov complice dei crimini di guerra, ma sono pronto a incontrarlo”

Il ministro degli Esteri ucraino a Bruxelles: “Ho tre richieste per la Nato: armi, armi e armi”. Poi l’attacco all’omologo russo

La partita del negoziato per la pace in Ucraina non si gioca sui tavoli diplomatici, ma sul campo di battaglia. Ad ammetterlo è lo stesso ministro degli Esteri russo, Dmytro Kuleba, che è tornato a chiedere ai partner europei più sostegno nelle forniture belliche, ma anche più sanzioni alla Russia di Putin. Interrogato sulla disponibilità a incontrare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, Kuleba si è detto aperto a tale prospettiva, non prima di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. 

Il ministro degli Esteri russo “è parte del sistema creato dal presidente Putin e il fatto che giustifichi i bombardamenti degli ospedali a Mariupol, le atrocità a Bucha e i crimini di guerra in altri villaggi e città chiamandoli 'falsi' lo rende un complice di questi crimini”, ha detto Kuleba nella conferenza stampa al termine della sua partecipazione alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato. 

Tuttavia, ha aggiunto il ministro ucraino “ho incontrato Lavrov una volta e non avrei alcuna difficoltà personale a incontrarlo nuovamente se fosse necessario per fermare la guerra in Ucraina”. Parole che riflettono il difficile equilibrio di volontà sul quale si muove il governo ucraino. Da una parte, c’è la necessità di tenere alta la pressione dell’opinione pubblica internazionale sulle atrocità che stanno avvenendo nel Paese invaso dalla Russia. Dall’altra, occorre tenere aperti i canali diplomatici nella speranza di raggiungere al più presto la fine del conflitto che sta dilaniando l’Ucraina. 

“Sono venuto a Bruxelles con tre temi nella mia agenda: armi, armi e armi”, ha detto il ministro al suo arrivo al quartier generale della Nato. Poche ore più tardi, Kuleba ha spiegato cosa intendeva dire con quelle parole ben poco ‘diplomatiche’. “È chiaro che le posizioni delle delegazioni nei colloqui” per la pace in Ucraina “saranno definite dai successi degli eserciti sul campo di battaglia e dall'impatto delle sanzioni imposte alla Russia. Questi sono i due criteri principali che rafforzano la nostra o le loro posizioni nei colloqui”. “Ovviamente - ha concluso - siamo completamente concentrati nel garantire di essere più forti e che alla fine avremo la meglio”.

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