Perderai il lavoro per la Brexit? L’Ue ti aiuterà

Bruxelles assicura sostegno agli europei che resterebbero disoccupati in caso di uscita del Regno Unito dall'Unione senza accordo con le istituzioni europee. Le risorse arrivano dal Fondo di adeguamento alla globalizzazione

Misure di sostegno alle persone che potrebbero perdere il posto di lavoro in caso di Brexit senza accordo sono state approvate oggi dagli ambasciatori degli Stati membri dell'Unione europea. Il testo approvato mira a utilizzare le risorse messe in campo per le crisi aziendali nell’Ue per aiutare eventuali dipendenti licenziati o lavoratori autonomi la cui attività potrebbe cessare come diretta conseguenza dell’uscita del Regno Unito dall’Ue e dal mercato unico senza un’intesa con Bruxelles che regoli i dazi doganali, i permessi di lavoro e la permanenza stessa degli europei in Gran Bretagna.

Da dove arrivano i soldi

Il testo, approvato durante l’incontro del Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio (Coreper), è un progetto di regolamento che amplia il campo di applicazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feg). “La solidarietà è un valore fondamentale dell'Ue e dobbiamo assicurarci che in caso di gravi perturbazioni economiche nessuno rimanga indietro”, ha dichiarato il ministro del Lavoro della Finlandia, Timo Harakka.

Lo scenario dell'uscita "no deal"

Se approvata, la decisione si applicherà dal giorno successivo a quello in cui i trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito, in assenza di un accordo di recesso. In caso di accordo concluso in extremis tra Londra e Bruxelles, il Fondo verrà invece utilizzato per la sua destinazione originaria, come offrire un sostegno nei casi di delocalizzazione degli stabilimenti aziendali in Paesi extra-Ue. 

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Il Fondo

Il Feg è stato inizialmente istituito nel 2006 per sostenere i lavoratori che hanno perso il lavoro a causa di cambiamenti strutturali legati alla globalizzazione. Per il periodo 2014-2020, il campo di applicazione del Fondo è stato ampliato per includere gli spostamenti di lavoro derivanti da qualsiasi nuova crisi finanziaria ed economica globale. Nel maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una proposta sulla continuazione del Feg oltre il 2020.

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