Starmer, nuovo leader del Labour, caccia la delfina di Corbyn e rompe con la sinistra

Long-Bailey espulsa dal governo ombra per aver retwittato un articolo dell'Independent accusato di contenere "teorie cospirazioniste antisemite", ma per molti è stata solo la scusa per iniziare la purga della parte più radicale del partito

Starmer e Long-Bailey - foto archivio Ansa EPA/ANDY RAIN

Aveva promesso che sarebbe stato il leader che avrebbe unito nuovamente il Labour e ricucito le fratture che si erano create durante la leadership di Jeremy Corbyn, popolare nella base ma avverso alla parte più moderata del partito. E invece Keir Starmer a soli tre mesi dalla nomina rischia già di spaccare la formazione politica britannica, nella quale stanno emergendo non pochi malumori dopo la sua decisione presa giovedì di cacciare dal governo ombra la delfina di Corbyn, Rebecca Long-Bailey, la donna che era arrivata seconda alle primarie con il 27,6% delle preferenze.

Antisemitismo

La motivazione è che la deputata ha retwittato un articolo che secondo Starmer conteneva “teorie cospirazioniste antisemite”. La lotta all'antisemitismo “è una priorità” nel nuovo corso del partito, ha ribadito il leader, che vuole chiudere una volta per tutte le polemiche che vanno avanti da tempo nel Labour, accusato di essere stato sempre troppo morbido nel reprimere il fenomeno sotto la guida di Corbyn. La decisione ha ricevuto l'immediato plauso dei gruppi ebraici del partito e dei parlamentari laburisti che erano stati critici su come in passato era stata trattato il problema. Il dibattito sulla lotta all'antisemitismo era complicato dal fatto che molte delle accuse di antisemitismo erano indirizzate a esponenti politici del partito critici nei confronti di Israele, e quindi le sortite tacciate di antisemitismo si muovevano spesso sulla linea per molti sottile e per molti molto meno, tra antisemitismo e antisionismo. In più proprio dopo l'elezione di Starmer è stata aperta una inchiesta dopo la pubblicazione di alcuni documenti che affermavano che la questione sarebbe stata ingigantita, in maniera deliberata, per indebolire “Jeremy il Rosso”.

L'articolo incriminato

Nel caso specifico della ormai ex Segretario di Stato ombra all'istruzione, la frase incriminata era contenuta in un'intervista all'attrice britannica e militante di sinistra Maxine Peake rilasciata all'Independent, un dei giornali britannici più autorevoli. Nell'intervista, i cui la donna tesseva le lodi di Corbyn e criticava i Tory, in un passaggio sul razzismo l'attrice affermava che le tattiche usate dalla polizia negli Stati Uniti, come quella di mettersi in ginocchio sul collo di George Floyd e che ha portato alla morte dell'uomo, sarebbero state “apprese in seminari con i servizi segreti israeliani”, affermazione negata da Israele. Nel tweet di Long-Bailey non si faceva alcun accenno a questa affermazione ma semplicemente si condivideva l'articolo affermando che l'attrice è un “diamante”.

La versione di Long-Bailey

Nello spiegare la sua versione dei fatti l'esponente della sinistra radicale, che ha il sostegno di Momentum, la principale organizzazione di base del partito e vero cuore del corbynismo, ha affermato che innanzitutto non aveva “intenzione di sottoscrivere ogni parola dell'articolo”, e ha poi raccontato di aver pubblicato una spiegazione del perché del suo retweet, concordata con l'ufficio dirigenziale del partito, che poi però ha chiesto di cancellarla insieme al retweet. “In coscienza ho sentito di non poterlo fare senza almeno pubblicare un comunicato di chiarimenti. Avevo chiesto di discutere queste questioni con Keir prima di concordare quali ulteriori azioni intraprendere, ma purtroppo aveva già preso la sua decisione”, di licenziarla.

Le critiche alla decisione

Al di là delle ricostruzioni la decisione di cacciarla dal governo ombra è stata ritenuta da molti troppo severa. Owen Jones, popolare columnist del Guardian l'ha definita una “reazione eccessiva e assurda”, il Socialist Campaign Group in un incontro con Starmer gli ha detto che Long-Bailey “non avrebbe dovuto essere cacciata e dovrebbe essere riconfermata”, addirittura la vice di Starmer, Angela Rayner, amica personale di Long-Bailey e anche lei sostenuta da Momentum, sarebbe stata non poco infastidita dalla decisione, facendo temere una rottura ai vertici che avrebbe fatto non poco rumore. Ma al momento i malumori vengono tenuti a freno e non si prevedono delle dimissioni o dei gesti eclatanti, che a soli tre mesi dall'elezione di una nuova leadership, sarebbero un duro colpo per il partito.

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Moderati e radicali

Ma l'impressione è che Starmer, che vuole recuperare a tutti i costi i consensi del centro persi durante la leadership socialista di Corbyn, sia a sua volta disposto a perdere la sinistra del partito per farlo, mettendo così ora i radicali nella posizione in cui si trovavano prima i moderati. Il rischio è che la battaglia si possa protrarre a lungo, con Momentum già sul piede di guerra, e molti deputati e membri del governo ombra, vicini al vecchio leader, che potrebbero in futuro scendere in campo in prima persona.

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