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Il neo premier polacco Mateusz Morawiecki  / EPA/PAWEL SUPERNAK POLAND OUT

Il neo premier polacco Mateusz Morawiecki / EPA/PAWEL SUPERNAK POLAND OUT

La Polonia frena sull'Euro, per il momento

Dopo l'apertura della procedura che rischia di togliere il diritto di voto al Consiglio Ue, il governo di Varsavia avverte Bruxelles: “Non è ancora il momento”

La Polonia, per il momento, non ha alcuna intenzione di entrare nell'Eurozona. Tanto più nel momento di maggiore tensione con Bruxelles. A confermare la frenata di Varsavia sul cammino che dovrebbe portare all'adozione della moneta unica, secondo quanto previsto dagli accordi sottoscritti per l'adesione all'Ue avvenuta nel 2004, è stato Michal Dworczyk, capo di gabinetto del primo ministro polacco.

Secondo quanto riferito dal braccio destro del premier Mateusz Morawiecki  all'agenzia "Pap", Varsavia deve trovare "il momento adatto" per adottare l'Euro: "La data di adozione della moneta unica non ha nulla a che vedere con il processo di adesione all'Ue", ha aggiunto, sostenendo al contempo che alcuni paesi che hanno affrettato l'ingresso nell'Eurozona "hanno subito delle conseguenze negative" 

Lo scontro con Bruxelles

La Polonia, dunque, resta ancorata per il momento alla sua moneta, lo Zloty. Stando all'ultimo sondaggio Eurobarometro, del resto, la maggioranza dei cittadini polacchi è contraria all'Euro. E il governo di Varsavia, in vista delle elezioni del 2019, non ha nessuna intenzione di perdere consensi.  

Tanto più in un momento in cui lo scontro con Bruxelles ha raggiunto livelli di tensione mai visti in passato. A fine dicembre, la Commissione europea ha proposto di attivare l'articolo 7 dei Trattati contro la Polonia, che prevede pesanti sanzioni tra cui la sospensione del diritto di voto al Consiglio Ue. Bruxelles punta il dito contro la riforma del sistema giudiziario, che costituirebbe "un rischio evidente di grave violazione dello stato di diritto in Polonia". 

La Polonia e le sue “sorelle”

Non è solo la Polonia a essere scettica sull'Eurozona. Anche le opinioni pubbliche di Repubblica ceca e Svezia non mostrano entusiasmo verso la prospettiva di aderire alla moneta unica. E laddove finora c'è stato un maggiore consenso verso l'Euro, come in Ungheria e Romania, comincia a diffondersi una certa cautela. La Bulgaria, pur volendo, è ancora lontana dal soddisfare i criteri economici necessari per entrare nell'Eurozona. Solo la Croazia sembra aver accelerato verso l'adozione della moneta unica. 

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