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Sabato, 18 Maggio 2024
Delitto premeditato / Grecia

Ignorata dalla polizia e uccisa dall'ex: la telefonata shock e le immagini del delitto

L'omicidio della 28enne Kyriaki Griva ha scosso la Grecia e non solo. Dopo essersi rivolta alla polizia per chiedere aiuto si era sentita rispondere: "Non siamo un taxi". I quotidiani locali hanno pubblicato le prime immagini registrate prima e dopo il delitto e il contenuto integrale delle conversazioni telefoniche con il numero d'emergenza

Uccisa a coltellate dall'ex fidanzato a pochi passi dalla centrale di polizia dove poco prima aveva chiesto aiuto, sia di persona che telefonicamente, proprio perché aveva notato alle sue spalle l'uomo, destinatario di un ordine restrittivo per le violenze commesse in passato. Il caso di Kyriaki Griva, la 28enne morta ad Atene, in Grecia, ha scosso l'intero Paese e non solo, arrivando a occupare spazio sulla tv nazionale e sui media internazionali. La ragazza è stata uccisa con diverse coltellate la sera di lunedì 1° aprile dall'ex fidanzato che l'ha inseguita e raggiunta non molto distante dalla stazione di polizia di Agioi Anargyro. Poco prima del delitto la 28enne si era rivolta agli agenti di polizia chiedendo di essere riaccompagnata a casa. Non essendoci mezzi a disposizione in quel momento, i poliziotti hanno consigliato alla ragazza di chiedere telefonicamente al centralino d'emergenza, da cui però è arrivata la raggelante risposta: "Le auto della polizia non sono taxi". 

Le immagini del delitto

Qualche istante dopo la richiesta d'aiuto il 39enne ha raggiunto Kyriaki Griva in un vicolo e l'ha colpita diverse volte con un coltello. La vicenda ha scatenato la rabbia dell'opinione pubblica in tutta la Grecia, con le autorità che hanno avviato un'indagine per chiarire il comportamento della polizia. Nel frattempo sono stati sospesi dal servizio cinque agenti, tra cui il capo della stazione locale e l'operatore del centralino di emergenza che si trovava al telefono con la ragazza poco prima dell'omicidio.

L'emittente greca Mega ha diffuso nuove immagini riguardanti l'omicidio, registrate dalle telecamere di sicurezza che si trovano nei pressi della stazione di polizia. Alcuni fotogrammi mostrano la 28enne che passeggia insieme a un'altra persona, mentre un uomo le segue ad alcuni metri di distanza. Una seconda telecamera riprende due poliziotte che, dopo aver ricevuto l'allarme, si avvicinano al luogo del delitto. Infine l'immagine sfocata della 28enne, ormai senza vita e stesa in un vicolo, con vicino il suo assassino, che in mano aveva ancora la lama da 20 centimetri utilizzata per commettere l'omicidio.

Il programma "A Proino", in onda sull'emittente ANT1, ha invece mostrato un'immagine privata di Kyriaki Griva, in cui sorride insieme al suo ex compagno. Lo scatto risale all'estate del 2020, prima che la 28enne lo denunciasse per le violenze subite. La ragazza appare sorridente, ma come evidenziato durante il programma televisivo, sul suo corpo si possono notare i lividi e i segni lasciati dal 39enne, in seguito denunciato e destinatario di un'ordinanza restrittiva che gli vietava di avvicinarsi alla giovane ai luoghi da lei frequentati.

L'immagine mostrata dall'emittente ANT1

La telefonata alla polizia

Come detto, oltre alla brutalità del delitto, la cosa che ha sconvolto di più l'opinione pubblica è il comportamento degli agenti che, ricordiamo, secondo la legge in vigore in Grecia, sono tenuti ad intervenire immediatamente in presenza di casi come quello della 28enne. I quotidiani locali hanno pubblicato la versione integrale delle due telefonate arrivate in centrale la sera del delitto. La prima è quella di Kyriaki Griva, mentre la seconda è dell'amico che si trovava con lei, che denuncia l'aggressione appena avvenuta. 

La 28enne chiede di essere accompagnata a casa: "Fuori c'è il mio ex, ha problemi mentali, vuole farmi del male". L'agente al telefono chiede se deve inviare una pattuglia a casa della giovane, che invece si trovava al dipartimento di polizia: "Vuole essere riaccompagnata a casa? L'auto della polizia non è un taxi, se vuole la posso mandare a casa sua". La 28enne allora fornisce il suo indirizzo di casa e il suo nominativo, ma poi la telefonata cambia. "Lui è qui - dice la giovane -, è qui", poi le urla e una voce in sottofondo che grida "la sta uccidendo", e la linea che cade.

Neanche un minuto dopo arriva la seconda chiamata, quella dell'amico della vittima: "L'ha uccisa, serve un'ambulanza subito. Ha un coltello in mano". Sul posto si genera il panico e arrivano diversi agenti di polizia, la telefonata diventa meno chiara, ma si sente un operatore dire: "Ci sono due persone con ferite al collo, lui è ancora vivo, la ragazza non ha polso". Il 39enne aveva infatti provato a rivolgere l'arma contro se stesso, senza però riuscire nel suo intento suicida.

L'assassino ha tentato il suicidio

Dopo l'arresto l'uomo è stato portato nel carcere di Korydallos, dove ha tentato nuovamente di togliersi la vita. Nelle prime ore di domenica il 39enne ha cercato di impiccarsi utilizzando la garza che i medici avevano usato per curare le sue ferite al collo. Le guardie di sicurezza lo hanno soccorso in tempo e trasportato all'ospedale Attikon, dove è rimasto per alcuni giorni ricoverato nel reparto di terapia intensiva, prima del ritorno in prigione. 

L'avvocato difensore ha presentato la richiesta di perizia psichiatrica, con l'uomo ch è stato esaminato da due psichiatri. "Il paziente è calmo - si legge nella relazione -, è collaborativo e mantiene il contatto visivo. Risponde alle domande in modo chiaro e non sembra avere disturbi percettivi o allucinazioni."Non sono stati riscontrati gravi disturbi cognitivi della memoria. Lui parla di amnesia selettiva: non ricorda cosa è successo, ricorda di essersi svegliato in ambulanza. Menziona desideri di morte, ma senza esprimere un'idea suicida attiva".

Invece i test tossicologici hanno dimostrato che l'uomo al momento del delitto era ubriaco e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Il tasso di alcol nel suo sangue era superiore al limite consentito per mettersi alla guida e sono stati trovati livelli estremamente alti di benzodiazepina, una sostanza presente in molte pillole utilizzate per combattere l'ansia. Nello specifico, le benzodiazepine sono state trovate a una concentrazione di 2.857,1 mg/l, con un limite di 200 mg. La sua concentrazione di alcol nel sangue era di 1,10 mg/l, con il limite compreso tra 0,20 e 0,80 mg/l.

Un delitto premeditato

Un femminicidio annunciato, il quinto avvenuto in Grecia nel 2024, proprio a causa della storia di violenze che aveva portato la coppia a separarsi e la donna a denunciare il suo ex violento. Il 39enne non ha mai accettato la fine della relazione con Griva, che invece non voleva più saperne, ma viveva nell'incubo che l'uomo sarebbe potuto tornare per vendicarsi. Cosa che poi è avvenuta. Secondo l'avvocato del padre della 28enne, si tratta di un delitto premeditato: "Aveva un piano preciso, metodico, C'è un biglietto utilizzato dall'assassino il 30 marzo, il giorno prima dell'omicidio. Ha viaggiato da Arta ad Atene con l'unico scopo di compiere questo atto terribile".

"Il padre di Kyriaki - ha spiegato il legale ad ANT1 - temeva che la figlia avesse qualche problema con l'ex compagno, ma la giovane gli aveva sempre nascosto tutto per non destare preoccupazione". L'avvocato ha poi commentato il tentativo di suicidio dell'assassino e i suoi presunti problemi psichiatrici: "È un insulto, fa parte del suo piano per essere visto di buon occhio. Trucchi che usa per finire sotto i riflettori e lo confermano anche gli psichiatri che lo hanno esaminato". Un parere confermato anche dal padre della vittima: "Si tratta di una tattica, sta cercando di disorientare l'opinione pubblica e le autorità. Se avesse voluto uccidersi, come ha pugnalato Kyriaki, avrebbe pugnalato se stesso". Nel frattempo proseguono le indagini delle autorità locali. Due dei cinque agenti al momento sospesi rischiano di essere rimossi definitivamente: si tratta dell'ufficiale e dell'operatore che hanno parlato con la 28enne prima che venisse brutalmente uccisa.

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