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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Balcani esplosivi / Serbia

La Serbia vuole inviare l'esercito in Kosovo

Il presidente serbo Aleksandar Vucic annuncia l'invio di 1.000 uomini a difesa dei serbi di Mitrovica

Il governo serbo invierà, giovedì 15 dicembre dopo una riunione dell'esecutivo, una richiesta al Comando della missione Nato in Kosovo (Kfor) per autorizzare il dispiegamento di un massimo di 1.000 suoi uomini in Kosovo. Lo ha annunciato, parlando con la stampa, il presidente serbo Aleksandar Vucic che aveva già, in modo più vago, anticipato la mossa nel fine settimana. La crisi tra Serbia e Kosovo si intensifica dopo l'invio di personale militare di Pristina che controlla l'enclave serba di Mitrovica nel nord della repubblica kosovara, con i serbi che proseguono coi blocchi stradali e le barricate per protesta contro l'arresto di un ex agente serbo della polizia kosovara, e in generale contro la politica di Pristina, ritenuta ostile alla popolazione serba locale.

Il vicepremier e ministro della difesa Milos Vucevic oggi si è recato a Raska, nel sud della Serbia a ridosso del confine con il Kosovo, per ispezionare le truppe che stazionano nella locale guarnigione militare. La Serbia chiede che venga attivata la clausola della risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza dell'Onu che nel 1999 oltre a sancire la presenza internazionale delle Nazioni Unite e della Nato garantiva a Belgrado la garanzia di sicurezza dei serbi e delle loro proprietà, come pure delle chiese e dei monasteri ortodossi nella repubblica diventata poi indipendente nel 2008. Contro l'invio di un contingente militare si è espressa ieri la ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock definendola 'inaccettabile', "In Kosovo pensavamo che la situazione fosse tranquilla dopo l'accordo ma, ancora una volta, i serbi del Kosovo hanno risposto all'arresto di un ex poliziotto serbo-kosovaro con duri scontri in strada, bloccando le vie e persino lanciando granate assordanti ad alcuni agenti di polizia della missione Eulex" ha dichiarato l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "So che le due parti sono disposte a ridurre l'escalation e chiedo loro con forza di farlo", ha aggiunto Borrell. "Questo sconvolgimento dell'ordine pubblico e questa violenza non ce le possiamo permettere", ha sottolineato il capo della diplomazia Ue che ha affermato di essere in contatto con le autorità dei due Paesi. Serbia e Kosovo "devono tornare al dialogo" e "superare questa tendenza a litigare" perché questo "non è il modo di cercare un accordo, né di condurre i colloqui o di trovare soluzioni", ha concluso Borrell.

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