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Il Kosovo riconosce Gerusalemme capitale d'Israele (per essere a sua volta riconosciuto). Ira dell'Ue

Pristina in questo modo aumenta il numero di nazioni che accettano la sua indipendenza dalla Serbia, ma la scelta di aprire un'ambasciata nella città Santa viola le risoluzioni dell'Onu

Il Kosovo apre la sua ambasciata in Israele a Gerusalemme, riconoscendo la Città Santa quale capitale dello Stato ebraico e ricalcando quanto fatto dagli Usa di Donad Trump nel maggio 2018. In cambio, ottiene da Israele il riconoscimento come Stato sovrano e indipendente. Una scelta, quella del Paese balcanico a maggioranza musulmana che, però, si scontra con le risoluzioni Onu e la posizione dell’Unione europea sulla questione israelo-palestinese e che potrebbe avere ripercussioni negative sul suo percorso di integrazione nell’Ue.

La replica di Bruxelles non si è fatta attendere ed è arrivata lapidaria per bocca del portavoce Peter Stano: “La decisione del Kosovo di aprire la sua ambasciata in Israele a Gerusalemme è deplorevole” perché "diverge dalla posizione dell’Ue su Gerusalemme" che "è molto chiara". Stano ha ricordato che “tutte le ambasciate dei Paesi dell'Ue e la delegazione dell'Ue sono a Tel Aviv", in base a quanto stabilito nelle conclusioni del Consiglio europeo e nella risoluzione 478 del Consiglio di sicurezza Onu, che invita tutti i membri dell'Onu a spostare le loro ambasciate a Tel Aviv, al momento capitale riconosciuta di Israele. “La posizione Ue non è cambiata" ed è quella che vede "lo status di Gerusalemme come futura capitale di entrambi gli Stati", israeliano e palestinese. La decisione di Pristina, quindi, complica anche il suo percorso verso l’Ue. “Il Kosovo ha identificato l'integrazione nell'Ue come sua priorità strategica" e quindi “l'Ue si aspetta che il Paese agisca in linea con questo impegno in modo da non minare la sua prospettiva europea", ha aggiunto il portavoce.

Dall’altro lato lo Stato balcanico esulta. “L'avvio dei rapporti diplomatici tra Kosovo e Israele non sarebbe stato possibile senza il sostegno degli Stati Uniti d'America", ha affermato ieri la ministra degli Esteri di Pristina, Meliza Haradinaj Stublla, dopo aver firmato in video conferenza l’accordo insieme all'omologo israeliano Gabi Ashkenazi. L'amministrazione Trump stava infatti lavorando da tempo per ottenere questo riconoscimento visto che dopo aver riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele spingeva perché sempre più nazioni seguissero il suo esempio. "Oggi Israele diventa il 117mo Paese a riconoscere il Kosovo come Stato indipendente e sovrano", ha affermato Haradinaj secondo cui l'avvio dei rapporti diplomatici con Israele "rafforza la soggettività internazionale e apre nuovi orizzonti" per la nazione nata da una scissione dalla Serbia, che a sua vlta si è infuriata per il reciproco riconoscimento.

Belgrado non è "né felice né soddisfatta", ha dichiarato il ministro degli Esteri serbo, Nikola Selakovic, secondo cui questo sviluppo "influenzerà senza dubbio" le relazioni tra Serbia e Israele. “Israele ha deciso che è suo maggiore interesse legarsi con gli Stati Uniti che con la Serbia, e questo è un loro legittimo diritto", ha detto Selakovic aggiungendo che "è importante il fatto che noi non abbiamo partecipato in alcun modo a quel processo" e che il presidente Vucic "ha rifiutato di firmare l'invito di Israele" a riconoscere il Kosovo. Il Kosovo, che si è dichiarato unilateralmente indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008, è riconosciuto da 22 Stati su 27 dell’Ue (ad eccezione di Spagna, Cipro, Romania, Slovacchia e Grecia) e da 98 Paesi Onu su 193. Tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, il Kosovo è riconosciuto d Stati Uniti, Francia e Regno Unito, mentre la Russia e la Cina continuano a considerarlo una provincia autonoma della Serbia.

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