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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Lo scenario / Lituania

Il corridoio di Suwalki che porta a Kaliningrad, il luogo più pericoloso per l'Europa

È il tratto che collega la Bielorussia con l'enclave russa, se Putin inviasse le sue truppe isolerebbe gli Stati baltici dal resto del blocco, e potrebbe lanciare una massiccia offensiva in Polonia

Il blocco dei treni diretti a Kaliningrad, deciso dalla Lituania, sta facendo aumentare i timori di una possibile estensione del conflitto in Ucraina, che potrebbe partire dall'enclave della Russia sul mar Baltico. Nel caso di un'escalation militare, il primo obiettivo russo sarebbe la chiusura del corridoio di Suwalki, una striscia di 100 chilometri tra Polonia e Lituania che separa Kaliningrad dalla Bielorussia, Paese alleato e di fatto sotto l'egemonia di Vladimir Putin, che è in questo momento il luogo in assoluto il punto più vulnerabile di tutto il territorio Nato, e in quindi il luogo più pericoloso d'Europa. Se le forze di Mosca e Minsk decidessero di chiuderlo, operazione simulata più volte durante esercitazioni militari congiunte, Estonia, Lettonia e Lituania si ritroverebbero isolate e privi di collegamenti terrestri con il resto del blocco atlantico.

Kaliningrad è un luogo di grande bellezza, fu scelta dallo zar Nicola I come stazione termale ufficiale per i funzionari russi nel 1837, e le sue acque ricche di minerali hanno attirato da allora visitatori da tutta l'Europa centrale e orientale, anche quando gli eserciti invasori nel corso degli anni (prussiani, polacchi, russi e sovietici) si sono alternati al controllo della regione. L'enclave, che ha una popolazione di quasi 1 milione di abitanti, è stata territorio tedesco fino al termine della Seconda guerra mondiale, ed era conosciuta come Königsberg, vi nacque anche il filosofo Emmanuel Kant. Al termine del conflitto l'Unione Sovietica di Iosif Stalin ne prese il controllo, ribattezzandola Kaliningrad, in onore di Mikhail Kalinin, primo presidente del Soviet supremo ed eroe della rivoluzione russa, espellendo la popolazione tedesca Durante la Guerra Fredda la località è stata una delle mete preferite dai sovietici per le vacanze. Oggi ospita una delle più grandi arene di neve al coperto del mondo e un elaborato parco acquatico.

Ma la Russia oltre a sostenere il turismo della zona, vi ha anche stabilito una formidabile presenza militare, con armi nucleari, decine di migliaia di soldati, e nel porto della città, che insieme a quello di Baltijsk è l’unico porto russo della regione aperto tutto l’anno senza ghiacciare, è di stanza la flotta del Baltico. Nel gennaio 2018, l'esercito russo annunciò di aver completato l'infrastruttura necessaria per ospitare una serie di lanciamissili in grado di sparare testate nucleari. Cinque mesi dopo, a giugno, la Federation of American Scientists diffuse immagini satellitari che sembravano mostrare un bunker per armi atomiche in fase di rinnovamento. In risposta al rafforzamento russo, la Nato dislocò a Bemowo Piskie, sul lato polacco del Corridoio di Suwalki, un gruppo tattico a guida statunitense di oltre mille uomini, tra cui uno squadrone di ricognizione britannico. Le manovre nell'area erano pressoché costanti.

Eppure prima Kaliningrad era uno dei luoghi più accessibili della Federazione. In base a un accordo raggiunto nel 2012, i cittadini di diverse nazioni europee potevano ottenere facilmente visti di 72 ore per visitare la regione storica e turistica, ma questo privilegio fu cancellato nel gennaio 2017, e da allora chiunque voleva andare nell'enclave doveva chiedere un visto alla Russia, molto più caro e complicato da ottenere. Inutile dire che con lo scoppio della guerra in Ucraina l'impossibilità di entrare nell'enclave è diventata totale e il corridoio di Suwalki, in seguito anche al blocco voluto dalla Lituania, è diventato un territorio caldissimo, che potrebbe diventare il luogo in cui potrebbe iniziare un conflitto tra la Russia e la Nato, un conflitto potenzialmente atomico.

Tra il confine con la Bielorussia, il corridoio e il confine con Kaliningrad, la piccola Lituania, nazione di meno di 3 milioni di abitanti, condivide 900 chilometri di frontiera con i pericolosi vicini. In caso di attacco non avrebbe molte capacità di resistenza, avendo un esercito di appena 20mila uomini e cinque aerei, nonostante ci siano contingenti Nato nella regione, le cui truppe sono state aumentate dopo l'annessione da parte di Mosca della Crimea nel 2016. Una presenza avanzata rafforzata dell'Alleanza atlantica è stata istituita nel 2017, con la creazione di quattro gruppi tattici multinazionali in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, guidati rispettivamente da Regno Unito, Canada, Germania e Stati Uniti, e con 1.146, 1.650, 1.103 e 1.058 militari. Non abbastanza per fermare una eventuale avanzata russa.

In una visita a Vilnius all'inizio del mese il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha cercato di rassicurare i lituani dichiarando ai giornalisti che Berlino si sarebbe mossa "nella direzione" di dislocare "una robusta brigata da combattimento" nel Paese. Ma poi i suoi collaboratori hanno precisato che in realtà sarebbe stato dislocato solo il quartier generale dell'unità, circa 50 persone.

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