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Domenica, 16 Giugno 2024
Il caso

Qatargate, Kaili denuncia il Parlamento europeo: "Spiata dai servizi segreti durante l'immunità"

L'eurodeputata sostiene di essere stata monitorata mentre godeva dell'immunità parlamentare e per via del suo impegno per far luce sullo scandalo Pegasus

L'eurodeputata greca Eva Kaili, coinvolta nell'inchiesta sul Qatargate, ha fatto causa al Parlamento eurppeo "per violazione della sua immunità parlamentare, essendo stata monitorata dai servizi segreti durante il periodo in cui ha partecipato alla commissione Pega, che stava indagando istituzionalmente sull'esistenza di software illegali che monitoravano le attività degli eurodeputati e dei cittadini Ue". Lo annunciano i legali dell'ex vicepresidente del Parlamento Ue, secondo quanto riporta l'Ansa.

Arrestata il 9 dicembre scorso con l'accusa di aver ricevuto fondi da Fight impunity, l'ong dell'ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri e del suo braccio destro, nonché compagno di Kaili, Francesco Giorgi, in cambio della sua influenza politica sulle misure dell'Eurocamera riguardanti il Qatar, la politica greca era stata rilasciata il 25 maggio, dopo una detenzione preventiva di oltre cinque mesi.

Negli scorsi giorni, Kaili aveva rilasciato un'intervista ad alcuni quotidiani europei annunciando l'intenzione di voler tornare a svolgere il suo lavoro da eurodeputata. Nella stessa intervista, Kaili aveva sollevato l'ipotesi che dietro il suo arresto ci fosse il suo impegno contro lo scandalo intorno a Pegasus, un software prodotto in Israele che sarebbe stato usato da governi e forze politiche di alcuni Paesi Ue, tra cui la Grecia, per spiare gli oppositori. 

Adesso il colpo di scena: i suoi avvocati sostengono che Kaili sia stata spiata dai servizi segreti (non si sa però quali, forse quelli del Belgio) mentre godeva ancora dell'immunità parlamentare (poi revocata in seguito al Qatargate). Secondo i legali, si tratterebbe di una violazione della legge. Ma non è chiaro quale sia il ruolo del Parlamento europeo in tutto questo.   

Kaili non faceva parte della commissione Pega, creata dal Parlamento proprio per indagare sullo scandalo Pegasus. "Ha fatto alcune osservazioni durante un incontro il 23 novembre scorso, poi non ha più partecipato", ha detto la relatrice della commissione, l'eurodeputata olandese Sophie In 't Veld. "Non mi fidavo di lei perché difendeva il premier greco (Kyriakos) Mitsotakis contro i suoi stessi colleghi dell'opposizione", ha aggiunto In 't Veld. Mitsotakis, leader del centrodestra greco, è stato accusato da alcune inchieste giornalistiche di aver usato Pegasus per spiare alcuni esponenti del centrosinistra, tra cui quelli del Partito socialista di cui faceva parte Kaili, espulsa in seguito al Qatargate.

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