Martedì, 22 Giugno 2021
Attualità

Juncker conto Salvini: "Non lo vogliamo nei popolari, ci basta Orban"

Il presidente della Commissione: "Rimango allibito da questa retorica a cui gioca parte della coalizione di maggioranza in Italia. Non è colpa di Bruxelles se cade un ponte a Genova"

© European Union 2018

Nel Partito popolare europeo non c'è posto per forze politiche come la Lega di Matteo Salvini. Jean-Claude Juncker chiude le porte a una possibile alleanza strategica, che che era stata paventata da più parti a livello europeo. "Non vedo una sola ragione per cui il Ppe possa sviluppare una relazione con Salvini. Abbiamo già Orban ed è abbastanza", ha affermato il presidente della Commissione in un'intervista a la Stampa dopo il discorso sullo Stato dell'Unione di ieri a Strasburgo. Juncker avrebbe evitato di criticare direttamente l'Italia in Plenaria, per non alimentare ancora il fuoco delle polemiche, ma a Bruxelles ci sarebbe grosso malcontento per il modo in cui il governo di Lega e Movimento 5 Stelle continua a puntare il dito contro le istituzioni comunitarie, dalle accuse per il crollo del ponte di Genova al caso Diciotti, fino alle minacce di bloccare il bilancio.

"Non è colpa di Bruxelles se cade un ponte a Genova"

"Io non ho problemi con il mio amico Giuseppe”, ha continuato il lussemburghese riferendosi al premier Conte, “ma ogni tanto rimango allibito da questa retorica a cui gioca parte della coalizione di maggioranza e almeno uno dei due vicepremier. Non è colpa di Bruxelles se cade un ponte a Genova". Questo atteggiamento, dice, "non aiuta l'Italia". L'accusa di Juncker in un primo momento è generica, ma il riferimento poi è di uovo diretto al leader della Lega. "Salvini dice che ogni volta che apro bocca in campagna elettorale, lui guadagna voti. Ecco, io non voglio essere utile a lui, ma essere utile all'Italia", ha affermato Juncker.

L'apertura ai 5 Stelle

Il mancato attacco di Juncker al governo italiano secondo il giornale può essere letto anche come un'apertura di credito verso i 5 Stelle. Juncker spiega infatti che "gli euroscettici non devono essere confusi con gli estremisti, con l'estrema destra". Perché "spesso pongono questioni giuste e a volte persino io sono un euroscettico. Ma non vanno confusi con la destra dura e pura che non ama l'Europa".

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