Giovedì, 5 Agosto 2021
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Il Covid mutato corre, Johnson decide il terzo lockdown: "Ora più che mai dobbiamo essere uniti"

Mai così tanti contagi e ricoveri dall'inizio della pandemia, il premier chiede di nuovo a tutti di restare a casa mentre si accelera sulle vaccinazioni: "Entro metà febbraio dosi a tutte le categorie a rischio"

Boris Johnson EPA/Pippa Fowles

La possibilità era nell'aria ma l'annuncio ancora una volta è arrivato inaspettato. Con un discorso alla nazione che non era in programma ed è stato organizzato all'ultimo momento, Boris Johnson ha deciso di portare per la terza volta l'Inghilterra in lockdown, con regole più simili al primo confinamento di fine marzo che al secondo dello scorso novembre quando, ad esempio, le scuole restarono aperte.

"Dobbiamo stare uniti"

“Abbiamo una nuova variante del coronavirus che si diffonde a una velocità allarmante, gli scienziati dicono che sia del 50/70 per cento più trasmissibile, e gli ospedali sono sotto la pressione più forte finora dall'inizio della pandemia”, ha spiegato Johnson nel motivare la decisione del nuovo confinamento che potrebbe durare fino a metà febbraio circa, forse fino a marzo. “So che siete stanchi e non ne potete più delle linee guida del governo, ma ora più che mai dobbiamo essere uniti”, ha esortato il premier. Le parole d'ordine sono di nuovo: Stay home, Protect the Nhs, Save lives. State a casa, proteggete il sistema sanitario nazionale, salvate vite. È di nuovo consentito uscire solo per fare la spesa o esercizi fisici e per ragioni importanti. Per il resto si deve restare a casa. Tutte le scuole passano alla didattica a distanza, con l'annuncio che arriva proprio nel giorno della loro riapertura (“abbiamo fatto il possibile per tenerle aperte”, si è scusato il premier). Un lockdown era già stato annunciato in Scozia nel pomeriggio dalla premier Nicola Sturgeon, con Edimburgo che aveva anticipato Londra di alcune ore.

La nuova variante corre troppo

Gli ultimi dati parlano di un totale di nuovi 3.145 ricoveri per coronavirus in Inghilterra, un numero altissimo che supera il precedente picco di 3.099 fissato del primo aprile dello scorso anno, durante la prima ondata. Il numero di pazienti con Covid-19 ricoverati in ospedale in Inghilterra è al momento di 26.626, con un aumento settimanale del 30%. La velocità di diffusione della nuova variante del Covid ha fatto saltare tutti gli schemi e i calcoli precedenti e così in giornata i quattro più importanti ufficiali medici del Paese hanno raccomandato di passare al livello di allerta 5, il che significa che esiste un "rischio materiale che i servizi sanitari vengano sopraffatti" e che c'è bisogno di regole sul distanziamento fisico più rigide. "Non siamo sicuri che l'Nhs possa gestire un ulteriore aumento sostenuto dei casi e senza ulteriori azioni c'è il rischio materiale che il sistema sanitario in diverse aree venga sopraffatto nei prossimi 21 giorni", hanno avvertito. Gran parte del Paese era già stato portato nel Tier 4, il nuovo e più stringente livello di restrizioni in cui tutti i negozi non essenziali sono chiusi, così come le palestre, bar e ristoranti funzionano solo su asporto e si invitano tutti i cittadini a passare quando possibile alo smart working. Ma anche questo non è stato sufficiente a quanto pare, anche perché i britannici non sono più così rispettosi delle regole come erano stati la scorsa primavera, la stanchezza per la situazione di fa sentire sempre di più e per strada si vedono tantissime persone.

La luce in fondo al tunnel

Nel suo discorso però Johnson ha lasciato anche spazio alla speranza. Questa volta grazie al vaccino si vede infatti la luce in fondo al tunnel. La differenza rispetto agli altri due confinamenti è che adesso “è in atto più grande programma di vaccinazione della nostra storia. Abbiamo vaccinato più persone nel Regno Unito che in tutta l'Europa messa insieme, e il passo delle vaccinazioni accelera”, ha rivendicato il premier, proprio nel gorno in cui sono cominciate le somministrazioni del uovo vaccino, quello di Oxford e AstraZeneca, più economico ma soprattutto più facile da trasportare e somministrare di quello Pfizer, e che quindi potrebbe davvero cambiare la situazione. Il premier ha provato a spargere ottimismo assicurando che secondo le aspettative “realistiche” dell'Nhs “se le cose andranno bene a metà febbraio i quattro gruppi prioritari, cioè tutti i residenti e i lavoratori delle case di cura, chi ha più di 70 anni, i lavoratori di prima linea e le categorie vulnerabili, saranno vaccinate”. Ma la strada da percorrere per uscire definitivamente dalla pandemia sembra ancora lunga.

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