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Ius soli, Kyenge attacca tutti: “Al Senato siparietto miserevole” 

L'eurodeputata del Pd dopo lo stop a Palazzo Madama alla legge sulla cittadinanza: "Tradito la promessa a un milione di ragazze e ragazzi, bambine e bambini"

“Abbiamo tradito una promessa. Un impegno preso con quasi un milione di ragazze e ragazzi, bambine e bambini. La promessa di un paese che riconosceva i propri figli come legittimi”. Lo ha detto Cécile Kyenge, eurodeputata Pd, dopo il mancato raggiungimento del numero legale al Senato, riunito per discutere la riforma della legge sulla cittadinanza. A causa di questo nuovo intoppo, la legge sullo Ius soli rischia, con ogni probablità, di non essere approvata prima della fine della legislatura.  “Abbiamo trascinato per anni questi giovani, bambini e bambine, in un dibattito feroce, umiliante e misero. Così come è stato miserevole il siparietto andato in scena ieri al Senato”, attacca Kyenge.

"Una responsabilità - avverte l’europarlamentare - che peserà sulle coscienze e sulla credibilità di tutti coloro che hanno contribuito a far saltare il numero legale in aula: il M5a, Gal, Ala, Lega e Forza Italia. La stessa responsabilità peserà anche sui 29 senatori del mio partito e i 3 di Mdp. Il gruppo Pd, anche se la presenza dei suoi senatori non avrebbe influito sul risultato finale, aveva l’opportunità di mostrare un'immagine compatta al fianco di chi si è speso per anni in favore di questa battaglia, un battaglia di valore, europea e globale. Un’occasione mancata, che da oggi però avrà un volto e un nome da mostrare in campagna elettorale. Dal canto mio la battaglia continua, perché, lo ripeto, il punto non è se concedere o meno la cittadinanza a questi bambini, ma come concederla, a conclusione di un percorso di integrazione o al termine di un iter burocratico pieno di ostacoli? Un giorno, ne sono convinta, questa riforma sarà fatta”.

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