Sui rapporti con le lobby gli italiani tra i meno trasparenti del Parlamento europeo

Solo 5 eurodeputati hanno pubblicato informazioni sugli incontri con i lobbisti, un'esponente del Pd e quattro leghisti. I Paesi più trasparenti sono invece la Svezia (90%) e il Lussemburgo (83%)

Foto Daina Le Lardic, © European Union 2017 - Source : EP

L'Italia non eccelle per trasparenza a Bruxelles e Strasburgo per quanto riguarda i rapporti con le lobby europee. Anzi, secondo la Ong Transparency International che raccoglie e pubblica questo tipo di dati sulla piattaforma Integrity Watch, il nostro Paese è tra i peggiori dell'intera Assemblea comunitaria e fino ad ora solo cinque eurodeputati italiani hanno pubblicato online informazioni su almeno un incontro con i portatori di interessi nell'attuale legislatura.

Aula poco trasparente

Purtroppo non siamo un caso isolato visto che in totale solo 259 dei 704 deputati hanno pubblicato informazioni su almeno una riunione durante questa legislatura In generale l'Italia (con solo il 6,6% degli incontri pubblicati) fa meglio soltanto di Bulgaria (5,9%), Grecia (4,8%) Cipro e Croazia (0%). I Paesi più trasparenti sono invece la Svezia (90%), il Lussemburgo (83%), la Finlandia (71%), l'Olanda (65%) e la Danimarca (64%). In totale sono 259 (su 704) gli europarlamentari che hanno reso pubblici 8.310 incontri con Ong, aziende o rappresentanti di interessi.

Gli italiani

Tra gli eurodeputati italiani figurano la presidente della Commissione Affari economici Irene Tinagli del Partito Democratico e quattro leghisti: Marco Zanni, Andrea Caroppo, Marco Dreosto, e Rosanna Conte, che vanno in controtendenza rispetto al proprio gruppo, quello di Identità e democrazia, che è il meno trasparente. Secondo le regole del Parlamento Ue adottate a gennaio 2019, i presidenti delle commissioni parlamentari, i relatori e i relatori ombra dovrebbero pubblicare tutti gli incontri relativi ai rapporti in discussione nelle commissioni su un sistema interno al Parlamento. Gli eurodeputati possono decidere anche di renderli pubblici sulla propria pagina web.

I gruppi

Finora solo 16 presidenti delle commissioni (su 22) hanno pubblicato incontri con lobbisti collegati ai rapporti. Per i membri del Parlamento che non ricoprono incarichi, la pubblicazione degli incontri resta volontaria. Al momento solo i gruppi dei Verdi Efa (91%) e Renew Europe (57%) rilevano che oltre la metà dei propri membri ha pubblicato le riunioni con le lobby nell'ultimo anno. A seguire il gruppo S&D (45%), il Ppe (23%), la sinistra Ue Gue/Ngl (38%), gli Ecr (17,7). I parlamentari del gruppo Identità e democrazia ne pubblicano meno di tutti (8%).

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