Gli italiani tra i più "onesti" d'Europa (anche rispetto a tedeschi e olandesi). Lo dice un sondaggio Ue

Secondo un'analisi dell'agenzia europea Fra, i 'regali' per accelerare le pratiche nella pubblica amministrazione vengono giustificati da un cittadino su due in Francia, Repubblica Ceca, Croazia e Slovacchia. Plebiscito a favore dell'importanza dei diritti umani, ma secondo due terzi degli intervistati in troppi ne approfittano

Photo By Kiwiev - commons.wikimedia.org

Un cittadino europeo su quattro ritiene accettabile corrompere un funzionario pubblico per accelerare questioni amministrative urgenti. È quanto emerge da un sondaggio dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali. La percentuale di europei che tollerano la mazzetta cresce con l’abbassarsi dell’età. Quasi la metà degli europei di età inferiore ai 30 anni, si precisa nel sondaggio, ritiene accettabile la corruzione di un dipendente statale. La rilevazione dimostra comunque che vi sono grandi differenze spostandosi da un Paese all’altro.

Differenze tra Stati

Tra i più indifferenti al fenomeno della corruzione ci sono gli Stati che sono entrati nell’Ue più di recente. In Slovacchia, Repubblica Ceca e Croazia il dato di chi ritiene accettabili i ‘favori’ dei funzionari pubblici dietro pagamento è superiore al 50% della popolazione. Tra i Paesi fondatori dell’Ue, il tasso più alto si è registrato in Francia, dove il 48% di chi ha risposto al sondaggio ha dichiarato che ritiene accettabili i pagamenti a vantaggio di funzionati della Pa. Tra gli Stati che tollerano meno i fenomeni di corruzione, invece, svetta l'Italia, con appena il 21% che reputa normale la mazzetta (in Germania il tasso di accettazione è del 38%). Il nostro Paese si piazza in testa alla classifica dell'onestà insieme a Svezia, Malta, Finlandia e Portogallo, tutti con tassi inferiori al 20%. 

sondaggio fra-2

Popolarità dei diritti 

Per quanto riguarda i diritti umani, il sondaggio ha rilevato che in 11 dei 27 Paesi Ue, almeno il 50% degli intervistati "è d'accordo o fortemente d’accordo" sul fatto che le violazioni dei diritti umani non siano realmente un problema nel proprio Paese. Tuttavia, l’importanza dei diritti umani “per la creazione di una società più giusta” viene condivisa da 9 europei su 10, con tassi minimi di apprezzamento attorno al 76% in Ungheria.

Differenze generazionali

Allo stesso tempo, oltre due terzi del europei ritengono che ci siano persone che traggono un vantaggio ingiusto dai diritti umani, mentre il 30% concorda con tale affermazione: “Le uniche persone che beneficiano dei diritti umani sono quelle che non li meritano, come i criminali e terroristi”. Quest'ultimo punto di vista è più comune tra gli anziani: il 38% delle persone con più di 65 anni ha dichiarato di essere d'accordo con l'affermazione, rispetto al 27% delle persone di età compresa tra 16 e 29 anni.

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Il sondaggio è stato condotto in 29 Stati - tutti i Paesi Ue più Regno Unito e Macedonia del Nord - tra gennaio e ottobre 2019. Hanno partecipato fino a 3mila intervistati per ogni Paese.

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