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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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L'italiana che ha creato il vaccino senza brevetti, che l'India ha già autorizzato

Si chiama María Elena Bottazzi, è honduregna ma nata a Genova e lavora negli Stati Uniti. Le sue dosi hanno un'efficacia contro il Covid del 90 per cento e possono essere prodotte al costo di un euro l'una

Dall'inizio della pandemia i Oaesi in via di sviluppo stanno chiedendo di togliere i brevetti sui vaccini, per permettere a tutti di produrli a prezzi abbordabili e contribuire così ad assicurare le dosi anche alle nazioni più povere. Le Big Pharma e le principali potenze mondiali, compresa l'Unione europea (ma non gli Usa di Joe Biden), si oppongono e così le multinazionali del farmaco possono continuare a fare affari miliardari.

Ma c'è una scienziata che ha creato un nuovo vaccino, che ha liberato da ogni brevetto, e che ha già ottenuto una prima approvazione emergenziale in India. Si tratta della microbiologa honurena María Elena Bottazzi, nata a Genova e che ha anche passaporto italiano nonché statunitense, vivendo negli Usa da anni dove co-dirige il Vaccine Development Center presso il Texas Children's Hospital e la Baylor School of Medicine, due istituzioni private senza scopo di lucro a Houston. La scienziata 56enne afferma che il suo è "un vaccino per il mondo", e spera che dopo l'India venga presto approvato anche in altri Paesi, come Indonesia, Bangladesh e Botswana.

L'iniezione, chiamata Corbevax, viene prodotta utilizzando un processo utilizzato da decenni per il vaccino contro l'epatite B, quindi ci sono molti produttori in grado di realizzarlo per poco più di un euro a dose. In un'intervista a El Pais ha sostenuto che l'efficacia del vaccino raggiunge il 90 per cento. "Ora stiamo confermando l'efficacia contro la variante Omicron, ma crediamo che manterrà una buona protezione", ha detto al giornale. Nel suo lavoro ha detto di ispirarsi al virologo americano Jonas Salk, che nel 1953 realizzò il primo vaccino contro la polio, malattia che uccideva centinaia di migliaia di bambini nel mondo. Quando gli chiesero in un'intervista a chi appartenesse il brevetto delle sue dosi rispose: “Beh, direi alla gente. Non c'è nessun brevetto. Il sole può essere brevettato?”.

Ora lei prova a fare lo stesso per contribuire a superare questa pandemia e critica il comportamento delle multinazionali come Pfizer e Moderna. Loro “devono rispondere ai loro investitori, ma, nel contesto di un'emergenza globale, ovviamente bisogna essere un po' più altruisti. Hanno dato un grande contributo producendo questi vaccini, ma va ricordato che hanno ricevuto ingenti sussidi pubblici”, ha sottolineato. Il vaccino che lei ha contribuito a scoprire spera che possa aiutare i Paesi più poveri. “L'azienda indiana Biological E può produrre 100 milioni di dosi al mese. Si parla di più di un miliardo di vaccini all'anno. Se poi si aggiunge che l'azienda Biofarma in Indonesia può produrre altri 100 milioni al mese e che Incepta Pharmaceuticals in Bangladesh può produrre un'altra quantità, diventa un effetto valanga”, ha spiegato.

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