Mercoledì, 28 Luglio 2021
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L'Italia avrebbe già potuto vaccinare tutti gli over80, l'Ue: inviate dosi a sufficienza

Bruxelles ha fornito al Belpaese abbastanza fiale per immunizzare gran parte delle persone più vulnerabili, eppure Roma ha dato priorità ad altre categorie. Il risultato? Più vaccinati tra gli under-60 che tra gli italiani di età compresa tra i 70 e i 79 anni

Obiettivo centrato dall’Ue e mancato dagli Stati membri. La Commissione europea si era fissata come traguardo da raggiungere entro fine marzo la vaccinazione di almeno l’80% degli over-80 e degli operatori sanitari. Il primo target è ormai fuori portata per almeno 16 Paesi Ue su 27, tra i quali c’è anche l’Italia, che hanno offerto una prima dose a meno del 70% degli ultra-ottantenni. Il Belpaese si colloca nel gruppo degli Stati più in ritardo sulle vaccinazioni degli anziani, con un tasso di somministrazione tra gli over-80 pari al 50,9%. L’Italia è addirittura ultima in Europa per vaccinazioni nella fascia d’età dai 70 ai 79 anni, con una percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose pari a un misero 7,6%, a fronte del 18,4% in Grecia, 39,4% in Francia e 47,6% in Finlandia. 

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Fonte: vaccinetracker.ecdc.europa.eu

Bruxelles ha rispettato gli impegni

Numeri che stridono con l’annuncio della Commissione sull’obiettivo raggiunto. Ma va precisato che Bruxelles ha garantito agli Stati “un sufficiente ammontare di dosi per coprire i bisogni di queste categorie”, ha detto Dana Spinant, portavoce dell’esecutivo Ue. Cifre alla mano, l’Ue non mente: secondo il conteggio in tempo reale sulle vaccinazioni condotto da ‘Il Sole 24 Ore’, l’Italia ha ricevuto 11,2 milioni di fiale e ne ha somministrate 9,9 milioni. Mettendo assieme il numero degli operatori sanitari e sociosanitari, il personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani e tutti gli italiani over-80 si arriva a un totale di 6.416.372 persone. Ciò significa che l’Italia avrebbe potuto vaccinare non solo l’80% prefissato dalla Commissione, ma il 100% delle categorie più vulnerabili e le sarebbero anche avanzate 5 milioni di dosi per garantire la seconda somministrazione. Roma ha invece preferito concentrarsi su altre fasce d’età.

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Chi ha 'rubato' le dosi agli anziani

“Dipende dagli Stati membri decidere a chi somministrare i vaccini”, ha aggiunto Spinant in risposta alle domande dei giornalisti. L’Italia ha scelto, ad esempio, di vaccinare più persone nella fascia d’età 25-49 anni (7,7%) e in quella 50-59 (9,9%) rispetto alle persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni (7,6%). Numeri che fanno sorgere un dubbio su chi siano davvero i più vulnerabili del Belpaese: i nonni o i nipoti?

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