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Il leader dell'Ukip Nigel Farage

Il leader dell'Ukip Nigel Farage

"Per l'Italia sarà difficile restare nell'Euro", parola di Farage. Ma Di Maio frena

L'alleato del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo prefigura una possibile uscita del Belpaese dalla moneta unica. Il ministro del Lavoro: "Non ne abbiamo alcuna intenzione". E intanto il falco tedesco Ferber: "Siete sull'orlo della crisi"

"Chiaramente i mercati stanno mettendo molta pressione sull'Italia e ciò era da aspettarselo per ovvie ragioni, anche questo posto (la Plenaria di Strasburgo, ndr) sta mettendo pressione, personalmente non credo che la resa dei conti sia adesso, questo è solo l'inizio, ma nei prossimi anni, non lontani, si arriverà ad un punto dove diventerà molto difficile per l'Italia rimanere nell'area euro". Parola di Nigel Farage, leader dell'Ukip al Parlamento europeo e alleato, almeno a Strasburgo, del Movimento 5 stelle. 

"La questione - dice all'Ansa - riguarda sia la democrazia, sia l'economia e la mia percezione che l'Italia debba scegliere se vuole essere un Paese democratico che prende le sue decisioni oppure essere governata dalle istituzioni europee e dalla Banca centrale europea, questo dipende dall'Italia, è la vostra scelta", conclude.

Di Maio: "Non usciamo da Ue né da Euro"

Parole che, pero', non trovano il favore del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che dopo una giornata di tensioni sull'asse Roma-Bruxelles-Lussemburgo, dove si è svolta una riunione dell'Eurogruppo con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, dichiara: "Non vogliamo né uscire dall'euro né dall'Europa, sia chiaro, ma il governo è compatto e non arretrerà. Siamo i primi a volerli incontrare se vogliono parlare della manovra - aggiunge, facendo riferimento alla Commissione Ue e ai ministri dell'Eurozona - stiamo anche tre giorni chiusi dentro a spiegare ma diritti e conti in ordine possono stare nella stessa manovra". 

"Italia sull'orlo della crisi"

Tra le voci critiche nei confronti dell'Italia, c'è anche quella dei falchi del Csu, il partito di Horst Seehofer, che fino a pochi giorni fa sembrava pronto a stringere alleanze europee con il governo gialloverde e in particolare con Matteo Salvini, almeno sul fronte dei migranti. Ma quando di tratta del debito pubblico italiano, e delle banche teutoniche, non c'è politica migratoria che tenga: "La decisione del governo italiano è un nuovo schiaffo in faccia alla Commissione europea - attacca l'eurodeputato del Csu Markus Ferber - In tempi di crescita, si dovrebbero ridurre i deficit e non aumentarli. Per finanziare le costose promesse elettorali, Salvini e Di Maio ignorano tutti i parametri fissati nel quadro del semestre europeo e portano l'Italia sull'orlo della crisi".

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