L'Italia a Bruxelles sceglie la trasparenza sulle lobby

Nella Rappresentanza permanente saranno permessi solo incontri con i lobbisti iscritti al registro Ue e verranno anche segnalati sul sito dell'ambasciata

L'Italia diventerà uno dei 5 Paesi che hanno scelto la trasparenza nelle relazioni tra la sua Rappresentanza permanente all'Unione europea e i lobbisti.

Cinque Paesi

La decisione del nostro Paese fa seguito a una mossa analoga della Germania e anche di Romania, Paesi Bassi e Finlandia. In maniera volontaria Roma ha deciso di rendere pubbliche, pubblicando le informazioni sul sito, le riunioni dei delegati della rappresentanza e di consentire rapporti solo con membri delle lobby iscritte nel registro della trasparenza delle istituzioni europee. È nell'ambasciata all'Ue che si svolge il lavoro legislativo quotidiano e le trattative dei governi a Bruxelles, le cui decisioni vengono poi formalizzate nei vari Consigli.

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Consiglio Ue più trasparente

Si tratta di "un importante atto simbolico che rende il Consiglio Ue un po' più trasparente", ha commentato Federico Anghelé, il direttore in Italia di The Good Lobby, l'associazione che si è battuta per ottenere questo risultato. A differenza di Commissione e Parlamento europeo, che hanno delle regole più stringenti per le relazioni con i lobbisti, l'organismo che rappresenta i governi dei Paesi membri non ha mai adottato regole più incisive in materia. “Il Consiglio rimane la Cenerentola della trasparenza in Europa”, ha accusato Anghelé secondo cui questa lacuna “rappresenta il maggiore ostacolo alla nostra comprensione collettiva di come le decisioni che riguardano tutti noi in Europa vengano prese a Bruxelles”. “Continueremo a lavorare per garantire che l'autoregolamentazione delle attività di lobbying diventi la norma per tutti gli Stati membri e possibilmente apra la strada a un nuovo regime obbligatorio”, ha concluso il direttore.

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