Sabato, 24 Luglio 2021
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Il Paese meno violento d'Europa? È l'Italia (insieme a Malta)

Lo rileva un sondaggio dell'Agenzia Ue per i diritti fondamentali condotto su 35mila persone. In cui si denuncia anche il rischio che il fenomeno sia sottovalutato dagli Stati: "I risultati ci dicono che la violenza è più diffusa di quanto emerga dalle statistiche ufficiali"

Un momento della manifestazione organizzata dal Centro Antiviolenza sulle Donne Mascherona, davanti al negozio dove Clara e' stata uccisa dall'ex compagno a coltellate. Genova, 20 febbraio 2021. ANSA/LUCA ZENNARO

L'Italia è, insieme a Malta, il Paese europeo dove meno persone dichiarano di aver subito violenza fisica negli ultimi cinque anni. Lo rileva un sondaggio dell'Agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra), condotto nel 2019 su 35mila cittadini adulti degli Stati membri, Macedonia del Nord e Regno Unito.

Dal report emerge che soltanto il 3% degli intervistati in Italia ha avuto un'esperienza violenta, scrive l'Ansa. La media europea è invece di una persona su 10, pari a 22 milioni in un anno. Maglia nera l'Estonia, dove la percentuale raggiunge il 18%, seguita da Finlandia (16%), Repubblica Ceca (16%) e Slovacchia (14%). Più diffuse invece le molestie, subite da 4 persone su 10 in Europa. In Italia riguardano il 17% degli intervistati, dato che colloca il nostro Paese comunque tra i tre più virtuosi dopo Cipro (15%) e Ungheria (16%).

Experiences of physical violence in the past 5 years

La situazione è particolarmente grave in Francia, dove le vittime di molestie sono il 62% degli interpellati, nei Paesi Bassi (58%) e in Austria (57%). Dal sondaggio emerge l'esperienza in prima persona di chi ha subito varie forme di criminalità e, secondo il direttore di Fra, Michael O'Flaherty, "la grande differenza rispetto ai dati ufficiali" fa luce sulla sua "reale portata". In altre parole, la violenza in Europa è più diffusa di quanto le statistiche facciano pensare.

Për questo, l'agenzia invita perciò gli Stati membri ad attuare una serie di azioni:

Garantire l'accesso alla giustizia: quasi una persona su 10 nell'Ue (9%) ha subito violenza nei cinque anni precedenti l'indagine, un tasso che varia dal 3% al 18% a seconda del Paese. Per le molestie, il tasso è del 41% in tutta l'Ue, con variazioni tra gli Stati tra il 15% e il ??62%. I Paesi dovrebbero fornire a tutte le vittime, comprese le più vulnerabili, informazioni, sostegno e protezione adeguati e consentire la loro partecipazione ai procedimenti penali. Questo vale anche per la violenza online.

Offrire sostegno mirato: quasi un quarto dei giovani (23% tra i 16 ei 29 anni) e un quinto delle persone che si identificano come LGBTI (19%), hanno una disabilità (17%) o appartengono a una minoranza etnica ( 22%) riferiscono di essere stati vittime di aggressioni fisiche negli ultimi cinque anni. I Paesi dovrebbero prestare particolare attenzione alle esigenze specifiche dei vari gruppi per proteggerli meglio dalla violenza

Supportare meglio le donne: oltre un terzo delle violenze fisiche contro le donne (37%) avviene a casa, con conseguenze psicologiche per il 69% delle vittime. Quasi tre episodi di molestie sessuali su quattro (72%) contro donne sono perpetrati da qualcuno che non conoscono. 

Facilitare la denuncia di reati: solo un terzo (30%) delle vittime di violenze fisiche fa denuncia alle autorità. I livelli di segnalazione differiscono tra i Paesi, riflettendo differenze culturali e diversi livelli di fiducia. Le persone più anziane, con livelli di istruzione inferiori o che lottano per sbarcare il lunario sono generalmente meno propense a coinvolgere le forze dell'ordine. I Paesi devono fare di più per incoraggiare e rendere più facile per le persone denunciare i crimini.

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