menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

Foto Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

L'Italia non è un Paese per dottoresse, tra i peggiori in Ue per opportunità per le donne nella sanità

Su trenta nazioni europee ci classifichiamo al 23esimo posto tra quelle che forniscono migliori opportunità nel settore. In testa la Francia dove non a caso all'università di Medicina ci sono 110mila studentesse, più del doppio che negli altri Stati

In Italia essere dottoressa o infermiera non è facile, con il nostro Paese che è uno di quelli in Europa dove è più difficile per una donna riuscire a lavorare nel settore della sanità. Lo afferma uno studio di Lenstore che ha analizzato 30 Paesi nel Vecchio Continente per capire quali offrono maggiori facilitazioni per le donne che vogliono intraprendere questo tipo di carriera, e il nostro Paese è risultato 22esio nella classifica. La ricerca ha preso in esame sei parametri sei parametri per stilare l'elenco: i salari, i giorni di ferie, il numero di donne impiegate, la percentuale di dottoresse, le ore di lavoro, il numero di donne iscritte alla facoltà di Medicina.

I Paesi che danno maggiori opportunità

Secondo lo studio i 10 Paesi migliori per le donne dove intraprendere una carriera nel settore sanitario sono nell'ordine: Francia, Olanda, Finlandia, Slovenia, Danimarca, Regno Unito, Lettonia, Estonia, Spagna e Svezia. Le ultime dieci nazioni sono Malta, Cipro, Bulgaria, Serbia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Italia, Belgio e Ungheria.  Non a caso la Francia è la nazione in cui ci sono più donne iscritte a Medicina e sono addirittura più degli uomini: 110 mila (più del doppio rispetto agli altri Paesi) contro 63mila. Le nostre cugine d'Oltralpe possono godere anche del secondo maggior numero di giorni di ferie garantiti, 34, una quantità inferiore solo ai 35 della Slovenia. Paesi Bassi e Finlandia occupano la seconda e la terza posizione tra gli Stati con le maggiori opportunità per le donne impiegate nel settore sanitario. L’Olanda offre una media di ore lavorative alle donne nel campo sanitario di 25 ore settimanali: tra le più basse in Europa, e allo stesso tempo concede tra i salari più alti , ben 41.835,95 euro di media l'anno, cioè 13.049 euro in più rispetto alla Francia. La Finlandia arriva quarta in graduatoria con la percentuale maggiore di donne impiegate nel settore sanitario (86%) e sesta per il numero di ferie garantite, 28 giorni annui. Se si considera l'aspetto salariale, Svizzera, Islanda e Lussemburgo sono i tre Paesi con la situazione migliore, offrendo un salario medio di oltre 70 mila euro che è oltre il doppio rispetto al Regno Unito (33 mila euro).

Italia bassa in classifica

In Italia le cose non vanno così bene e siamo solo ventitreesimi in questa classifica, gli ottavi peggiori. A contribuire al risultato negativo un divario salariale del 24% rispetto agli uomini. Un gap non distante da quello di Francia, dove gli uomini guadagnano fino al 21% in più rispetto alle donne, e di Regno Unito (32%). Inoltre mentre gli uomini godono di 30 giorni di ferie, le donne ne hanno 28. Le donne impiegate nel settore sono il 71% ma le dottoresse solo il 42%. L'orario di lavoro medio è di 32,8 ore settimanali (35,9 per gli uomini). Nello studio non è stato però reperito il numero di ragazze e ragazzi iscritti alla facoltà di Medicina. I 5 Paesi che più garantiscono pari opportunità tra uomini e donne nel settore sanitario sono invece Romania, Ungheria, Serbia, Svezia e Danimarca. La Romania e la Svezia si classificano entrambe seconde per uguaglianza di genere nelle professioni sanitarie, con un divario salariale dell’11 per cento. In termini di ore di lavoro, la Romania non ha differenze di genere: uomini e donne lavorano entrambi una media di 40 ore settimanali.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento