Domenica, 26 Settembre 2021
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Banche, Italia riduce i crediti deteriorati al 10% del totale. L’Ue: “Ora la condivisione dei rischi”

Il rapporto della Commissione europea mostra miglioramenti generali. Il sistema creditizio tricolore quarto per prestiti difficili da onorare

Complessivamente le cose migliorano. In tutta Europa le banche continuano a disfarsi dei prestiti che faticano a farsi rimborsare, e la mole di crediti deteriorati si riduce pur rimanendo ancora troppo elevata in alcuni Stati membri, a cui ulteriori vengono chiesti ulteriori sforzi di risanamento del settore di credito. Tra questi anche l’Italia, Paese con un tasso di prestiti ‘difficili’ tre volte superiore quello medio dell’Ue. È quanto emerge dalla terza relazione della Commissione europea sui progressi di risanamento bancario, pubblicato oggi.

Complessivamente la riduzione del rischio nel settore bancario dell'Ue “prosegue a ritmi sostenuti e si stanno facendo progressi significativi”, riconosce l’esecutivo comunitario, che invita tuttavia a non abbassare la guardia. Perché se da una parte “questa robusta tendenza al ribasso è molto incoraggiante”, dall’altra parte “gli alti livelli di crediti deteriorati rimangono una sfida in alcuni Stati membri”. Italia compresa. La Penisola è attualmente il quarto Stato membro dell’Ue per quota di crediti deteriorati. Per credito deteriorato (Npl, come si usa indicare con l’acronimo inglese di non performing loans) si intende la situazione in cui chiunque abbia ottenuto un prestito dalle banche paga la rata per più di tre mesi oppure sta ancora rimborsando il prestito, risulta improbabile che riesca a farlo nei tempi previsti.

In Italia alla fine del primo semestre di quest’anno gli Npl rappresentavano il 10% di tutti i prestiti erogati (-2,2% rispetto a giugno 2017). Complessivamente il sistema Paese ha ripulito circa un quinto (18,3%) della impurità degli istituti creditizi. Dati alla mano, però, quello tricolore è il quarto sistema bancario più sofferente d’Europa dopo Grecia (44,9% di crediti deteriorati al 30 giugno 2018), Cipro (28,1%), e Portogallo (11,7%), tutti Paesi oggetto di programmi di aiuto economico. Con il suo 10% di Npl, l’Italia vanta una quantità di prestiti sofferenti pari a tre volte quella dell’intera Ue (3,4%). Non certo uno dei migliori bigliettini da visita per il Paese, per di più con un governo in questo momento non ben visto in sede comunitaria da partner che, complice una manovra considerata contraria a impegni comuni e peggiorativa dello stato di salute dei conti pubblici, non intendono venire incontro a richieste italiane di condivisione di rischi.

Il commissario per l’Euro e i mercati finanziari, Valdis Dombrovskis, pur ribadendo che “ci devono essere correzioni sostanziose e non marginali alla manovra” dell’Italia, esorta tutti tenere fede agli impegni. Chi doveva ridurre i crediti deteriorati ha fin qui tenuto fede alla parola, ora tocca procedere verso una condivisione dei rischi economico-finanziari. “La riduzione del rischio nel settore bancario dell'Ue prosegue a ritmi sostenuti e si registrano progressi significativi”, sottolinea Dombrovskis. “Sulla base dei progressi compiuti in termini di riduzione dei rischi, invito i ministri delle Finanze e i leader dell'Ue a trovare un accordo a dicembre su misure concrete di condivisione dei rischi”. Il primo banco di prova sarà la prossima settimana, quando si riuniranno Eurogruppo ed ecofin.

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