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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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L'Italia chiede all'Ue 21 miliardi del Recovery. Bruxelles: "Prima valutiamo raggiungimento obiettivi"

Il governo si aspetta la nuova tranche di finanziamenti, ma la Commissione ha due mesi di tempo per decidere se erogarla, sospenderla o tagliarla. Madrid si è mossa prima e ha già incassato 10 miliardi

È tempo di esami per il governo italiano. La Commissione europea sta valutando se l'esecutivo di Roma ha veramente raggiunto tutti e 51 gli obiettivi del Recovery plan stabiliti per il 2021. Se da Bruxelles arriverà il semaforo verde, l’Ue staccherà un nuovo assegno per l’Italia da 21 miliardi di euro, che si aggiungerebbero ai 24,9 già incassati l’estate scorsa a titolo di pre-finanziamento dell’intero Pnrr. Ma se la Commissione dovesse riscontrare che non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi, la nuova rata di finanziamenti per l’Italia verrebbe sospesa o erogata solo in parte.

Lo scorso 22 dicembre, nella conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva garantito il raggiungimento dei traguardi fissati nel crono-programma del Recovery plan. “Oggi posso dirvi che abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi”, aveva rivendicato il premier prima di mettere le mani avanti sull’ammontare dei finanziamenti in arrivo. Dopo la richiesta di nuovi fondi, aveva infatti aggiunto Draghi, “si apre il periodo di 1-2 mesi di interlocuzione con la Commissione, prima di accordare la tranche dei prestiti previsti”. Una settimana più tardi, il 30 dicembre, l’Italia ha chiesto all'Ue 24,1 miliardi di euro, con una parte di contributi a fondo perduto pari a 11,5 miliardi e una di prestiti pari a 12,6 miliardi.

“Da questa cifra - si precisa nel portale web del governo italiadomani.gov.it - va detratta, in proporzione, la quota di prefinanziamento (13 per cento) già ricevuta dall’Italia, per una erogazione netta pari a 21 miliardi di euro”. Questa mattina la Commissione europea ha confermato tale cifra per poi aggiungere: “Ovviamente ora dobbiamo valutare se l'Italia ha effettivamente completato le milestone (o tappe fondamentali, ndr) e gli obiettivi stabiliti per questo primo pagamento”. “Lo faremo al più presto”, ha garantito Eric Mamer, portavoce della Commissione. 

Chi ha sicuramente fatto i compiti a casa è la Spagna, che per questo ha già incassato la somma totale richiesta a Bruxelles. Madrid ha infatti ricevuto, il 27 dicembre scorso, ben 10 miliardi di euro in finanziamenti a fondo perduto. A differenza dell’Italia, il governo spagnolo non ha richiesto alcun prestito all’Ue, presentando un Recovery plan di ‘soli’ 69,5 miliardi di euro di sussidi. Gli iberici sono stati i primi a tagliare il traguardo della prima rata dopo il prefinanziamento estivo e, a seguire, Francia, Grecia e Italia hanno chiesto la loro parte di fondi per il 2021.

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