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Martedì, 18 Gennaio 2022
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L’Italia abbandona il Green pass e fa arrabbiare l’Ue: “Giustifichi la scelta”

Bruxelles prende male l’introduzione del tampone negativo come requisito per viaggiare da un Paese Ue anche per chi è vaccinato. Jourova: “Queste scelte riducono la fiducia dei cittadini”

La Commissione europea non sembra contenta della scelta del governo italiano di richiedere il test negativo per chi viaggia da altri Paesi Ue verso l’Italia. Il provvedimento dovrebbe vincolare al risultato del tampone anche i cittadini che si sono vaccinati, mentre chi non ha fatto le dosi potrebbe essere soggetto addirittura alla quarantena. La scelta - ancora non ufficializzata dall’esecutivo di Mario Draghi ma anticipata nel pomeriggio dall’agenzia americana Bloomberg - ha provocato l’irritazione della vicepresidente della Commissione europea, Vera Jourova

“Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive” al Green pass “o rendono le condizioni più severe, come nel caso dell'Italia e forse del Portogallo”, tale inasprimento delle norme “deve essere giustificato sulla base della situazione reale”. La scelta dell’Italia, ha aggiunto la vice di Ursula von der Leyen, “immagino verrà discussa al Consiglio europeo” che si terrà giovedì a Bruxelles “perché queste decisioni individuali degli Stati membri riducono la fiducia delle persone sul fatto che ci siano condizioni uguali ovunque in Europa”. 

Rispondendo a una domanda sulle indiscrezioni che circolano riguardo alle scelte del ministro alla Salute Roberto Speranza e del Consiglio dei ministri, la commissaria ha chiarito che per lei “il Green pass non è morto”. “È uno dei progetti di maggior successo dell'Unione europea negli ultimi anni perché aiuta le persone a viaggiare, aiuta il turismo a sopravvivere e i servizi a proseguire”, ha aggiunto la vice presidente. 

“Quando la Commissione ha proposto il regolamento che ha consentito l'entrata in vigore del certificato, abbiamo voluto mantenere il principio che le persone saranno autorizzate a viaggiare liberamente nel caso in cui abbiano fatto la vaccinazione o abbiano un test negativo o il certificato di guarigione dal Covid”, ha ricordato la commissaria. “Gli Stati hanno voluto tenere aperta la 'backdoor' per le situazioni di inaspettato peggioramento della situazione epidemiologica”, ha sottolineato la commissaria. “Quindi, gli Stati membri possono farlo”, ha aggiunto con riferimento all'introduzione di requisiti aggiuntivi al Green pass, “ma spero che ciò non faccia morire il certificato, perché è una delle soluzioni più pratiche che abbiamo sviluppato per i cittadini europei”.

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