Sabato, 24 Luglio 2021
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Istruzione nelle aree di crisi, l'Ue aumenta del 25% gli aiuti per il 2019

A oggi, sono 75 milioni i bambini che non possono studiare a causa di guerre e povertà. "Investimenti serviranno a riportare sui banchi i minori in età scolastica entro 3 mesi"

Un aumento del 25% degli aiuti umanitari nel campo dell'istruzione nelle zone di di emergenza e di crisi. Lo ha deciso la Commissione europea, che oggi ha annunciato il nuovo impegno finanziario per il 2019. "Tale politica - dice Bruxelles - mira anche a riavvicinare alla scuola, entro un termine di tre mesi, i bambini coinvolti in crisi umanitarie".

Il nuovo quadro politico stabilisce quattro priorità: migliorare l'accesso a opportunità di apprendimento per bambini e giovani; impartire istruzione e formazione di qualità; garantire la protezione dell'istruzione dagli attacchi e introdurre risposte educative rapide e innovative. L'intento della Commissione è di aiutare milioni di bambini il cui accesso all'istruzione è interrotto a causa di conflitti, sfollamenti forzati, violenza, cambiamenti climatici e calamità.

L'iniziativa della Commissione fa seguito all'appello lanciato al Parlamento Ue dal gruppo S&D, che chiede maggiori investimenti Ue nel campo degli aiuti umanitari per l'istruzione. "Con le crisi umanitarie in aumento in tutto il mondo, milioni di bambini rischiano di crescere senza istruzione - dice il commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides - Abbiamo la responsabilità di agire per evitare che si creino generazioni perdute. Quest'anno l'8 % del nostro bilancio per gli aiuti umanitari è destinato all'istruzione in situazioni di emergenza, il che rappresenta una cifra 8 volte più elevata se calcoliamo dal 2015. E miriamo a raggiungere il 10 % nel 2019". 

75 milioni di bambini senza istruzione

Milioni di bambini nel mondo non hanno accesso all'istruzione a causa di conflitti, sfollamenti forzati, violenze, cambiamenti climatici e calamità. La Siria, l'Iraq, lo Yemen, i territori palestinesi occupati, l'Afghanistan, il Sud Sudan la Repubblica democratica del Congo sono fra i 35 paesi circa colpiti da crisi in cui quasi 75 milioni di bambini in età scolare vedono interrotta la loro istruzione. Tra i rifugiati, frequenta la scuola poco più della metà dei bambini in età scolare primaria, e meno di un quarto dei ragazzi della fascia d'età per la scuola secondaria. Solo l'1% segue l'istruzione terziaria.

L'Unione europea è diventata un leader mondiale in materia di istruzione nelle situazioni d'emergenza: la media mondiale di aiuti umanitari destinati all'istruzione è difatti inferiore al 3%. La Commissione ha rafforzato i finanziamenti in maniera consistente. Ad esempio, mentre nel 2012 i progetti di finanziamento a carico del bilancio umanitario riguardavano solo 6 paesi, i progetti attuali interessano un totale di 52 paesi di tutto il mondo Nel complesso, più di 5,5 milioni di ragazze e ragazzi hanno beneficiato di questi finanziamenti per circa 265 milioni di euro dal 2016.

Il programma umanitario più vasto in assoluto dell'Unione europea a favore dell'istruzione in situazioni d'emergenza, per un valore di 84 milioni di euro, è attualmente il programma di trasferimento condizionale di denaro contante a favore dell'istruzione in Turchia, che aiuta a inserire a scuola 290 000 minori rifugiati.

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