“Il Carnevale è antisemita, sia vietato”, Israele contro i carri di Aalst

Il ministro degli Esteri di Tel Aviv ne chiede la cancellazione dopo i controversi carri dello scorso anno che raffiguravano ebrei stereotipati. Il sindaco: “Richiesta sproporzionata, non siamo razzisti”

Lo storico carnevale di Aalst, in Belgio, che ogni ogni anno si celebra per tre giorni prima della Quaresima e che attira ogni volta fino a 100mila visitatori, dovrebbe essere vietato in quanto antisemita.

Il tweet del ministro

A chiederlo è il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, che su Twitter ha fatto un appello al Belgio affinché "condanni e vieti" l'evento che definisce "manifestazione antisemita". Secondo Katz, "il Belgio come democrazia occidentale dovrebbe vergognarsi di consentire una simile dimostrazione antisemita".

Le polemiche

Le polemiche contro questo carnevale vanno avanti dallo scorso anno quando sfilò un carro con due enormi figure di uomini con ampie basette e naso adunco che indossavano il tradizionale shtreimel, un cappello di pelliccia indossato da alcuni ebrei ortodossi, in piedi su sacchi di monete d'oro. Allora la cosa suscitò grande scalpore e condanne a livello internazionale che hanno portato anche alla rinuncia, da parte della città, della presenza nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità dell’Unesco che aveva dal 2010, anticipando in realtà una decisione che l'organizzazione stava comunque prendendo.

No ai carri antisemiti

Oggi Tel Aviv è tornata alla carica chiedendo di vietare il carnevale, anche se l'ambasciatore del Paese in Belgio, Emmanuel Nahshon, ha smorzato i toni. "Ciò che chiediamo non è assolutamente il divieto del carnevale in quanto tale. Ciò che chiediamo è il divieto di tutti questi carri antisemiti che vanno al di là del buon gusto, che non hanno nulla a che fare con il senso dell'umorismo e che non onorano una democrazia esemplare come quella del Belgio", ha detto il diplomatico alla Rtbf.

La difesa del sindaco

Dal canto suo il sindaco della città di è detto “molto sorpreso” dalla richiesta del ministro che ha definito “sproporzionata” e “ingiusta”. “Sono passati più di 90 anni da quando esiste questo carnevale e ora nasce questo problema”, ha dichiarato Christoph D'Haese garantendo: “Aalst non è né una città razzista né una città antisemita”.

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