"Che cogl...", interprete del Parlamento Ue insulta deputato della Lega in diretta

Durante una riunione della commissione Agricoltura, l'audio del servizio di traduzione simultanea dell'Eurocamera è rimasto aperto. E un uomo si è lasciato scappare un commento non proprio carino nei confronti di Ciocca. Che ora chiede provvedimenti

Dimentica il microfono aperto e si lascia scappare un commento non proprio carino, tra l'altro in eurovisione, nei confronti dell'eurodeputato della Lega Angelo Ciocca. Che non la prende bene e attraverso il presidente del suo gruppo parlamentare chiede che vengano presi dei "provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato", ossia un interprete dell'Eurocamera.

L'episodio è avvenuto durante una riunione della commissione Agricoltura del Parlamento. Ciocca, come altri deputati, era collegato da casa per via delle misure di sicurezza anti-coronavirus. Quando prende la parola, l'audio resta attivato sul canale degli interpreti italiani. Ed è a questo punto che si sente indistintamente una frase: "Che cogl..., lo possiamo dire?". Venuto a sapere dell'incidente, Ciocca ha immediatamente consegnato a Facebook la prova dell'oltraggio subito: "Vergognoso", si legge nel post del parlamentare. 

A stretto giro arriva la nota ufficiale di Marco Zanni, collega del Carroccio e presidente del gruppo della Lega a Bruxelles, Identità e democrazia: “Parole e toni inaccettabili per un’istituzione, gli insulti non sono mai giustificabili. È questo il rispetto che hanno in Europa per i rappresentanti della Lega? Ci aspettiamo dal Parlamento europeo, sempre così attento a riprendere chi non rispetta le regole, una condanna ferma e provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato”, conclude Zanni.

La risposta del Parlamento non si è fatta attendere e in una nota, dopo aver definito "inappropriato" il commento dell'interprete, ha reso noto che "la registrazione della riunione è stata corretta e i commenti sono stati rimossi". Ciocca "riceverà le scuse da parte della Direzione generale responsabile degli interpreti. L'interprete che ha causato lo spiacevole incidente è stato contattato e si è già scusato per il linguaggio inappropriato utilizzato", conclude il Parlamento europeo.
 

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