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© European Union - Source : EP

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Approvata la riforma dell'iniziativa dei cittadini europei. M5s: "Colpo alla democrazia diretta"

L'eurodeputata 5 Stelle Evi: "Compromesso al ribasso. Con un gioco di palazzo si è indebolito ulteriormente uno strumento potenzialmente dirompente". Finora solo 4 Ice su 48 sono state portate a termine

Il Parlamento europeo ha approvato la riforma dell'Iniziativa dei cittadini europei, l'Ice, lo strumento che consente di presentare una proposta di direttiva, da sottoporre all'attenzione della Commissione europea, raccogliendo almeno un milione di firme nei vari Stati membri. La riforma votata a Strasburgo dovrebbe puntare a rendere più semplice la procedura, ma il Movimento 5 Stelle parla di un “compromesso al ribasso” che “rende inefficiente uno strumento dirompente di democrazia diretta”.

Negli ultimi cinque anni oltre otto milioni di persone hanno sottoscritto un'Ice ma “sfortunatamente, solo 4 su 48 iniziative dei cittadini presentate sono state in grado di raccogliere il numero necessario di firme”, ha spiegato la portavoce del gruppo socialista Sylvia-Yvonne Kaufmann, che ha sottolineato la necessità di modifiche dell'Iniziativa ma dicendo di temere che il testo approvato dall'Aula venga indebolito dal Consiglio Ue, che pure dovrà dire la sua. Gli Stati membri hanno “annunciato la scorsa settimana che non sosterranno una delle principali richieste socialdemocratiche: abbassare l'età minima per la partecipazione a un'iniziativa a 16 anni in tutta l'Ue”, ha spiegato Kaufmann secondo cui questa modifica sarebbe “un segnale importante per convincere i giovani a formare un'Europa democratica”, e un modo “già prima di essere adulti”, di poter “partecipare attivamente alla formazione del progetto europeo”. L'Assemblea di Strasburgo si è anche impegnata, ha continuato la socialista, “a cambiare il prima possibile il regolamento interno del Parlamento europeo, per consentire ai cittadini di influenzare direttamente i dibattiti che si svolgono nell'Eurocamera”, per fare in modo che “a seguito di un'audizione pubblica di un'iniziativa dei cittadini, ossia quando i cittadini presentano la loro iniziativa al Parlamento, l'intera Camera dovrà tenere una discussione in Plenaria”, e eventualmente se lo riterrà “approvare una risoluzione incentrata sulle preoccupazioni sollevate dai cittadini con la loro iniziativa”.

Contro il testo approvato dall'Aula si è scagliata Eleonora Evi, del M5S, secondo cui “con un compromesso al ribasso dei grandi gruppi politici, Popolari e Socialisti, il Parlamento europeo elimina una garanzia per i cittadini”, e questa è “una cosa molto grave”. L'eurodeputata ha ricordato che “la commissione Petizioni ha proposto e votato delle modifiche per rendere l'Ice più efficace”, tra cui la possibilità di un “il follow-up, cioè la possibilità di convocare la Commissione europea, dopo un anno da una prima risposta, in una seconda audizione pubblica per chiedere conto dei progressi dell’Iniziava”. Ma questo passaggio sarebbe stato eliminato “con un gioco di palazzo”, e così facendo si è “indebolito ulteriormente uno strumento, potenzialmente dirompente, ma che così come è ora resta solo uno specchietto per le allodole”.

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