Non sai l’inglese e sei poco qualificato? Non potrai più lavorare a Londra

Con il nuovo sistema a punti annunciato dal Governo britannico sarà necessario aver già ricevuto una proposta di impiego prima di potersi trasferire in Gran Bretagna. Porte chiuse a chi non parla la lingua di Shakespeare, premiati i dottorati in scienze, matematica e ingegneria

Fare i lavapiatti in Inghilterra per imparare la lingua di Shakespeare non sarà più possibile secondo le linee guida dettate dal premier britannico, Boris Johnson, che daranno vita alle prime leggi sull’immigrazione nel Regno Unito post-Brexit. Il piano diffuso da Downing Street comprende un sistema a punti, che la stampa britannica ha già definito “Australian-style” per la sua somiglianza alle restrittive regole decise da Canberra

Le speranze di Johnson

L’obiettivo dichiarato è quello di riprendere “il pieno controllo” delle frontiere britanniche “per la prima volta in decenni”, archiviando “un sistema migratorio distorto dalla libertà di circolazione europea”, una delle quattro libertà fondamentali stabilite dai trattati Ue. Un piano che ha già suscitato timori dell’opposizione e dei rappresentanti delle imprese, spaventati dalle possibili ripercussioni negative sul mercato del lavoro britannico. 

Do you speak English?

Cittadini europei e persone del resto del mondo verranno trattate allo stesso modo. “I confini del Regno Unito saranno chiusi ai lavoratori non qualificati e a tutti i migranti che non parlano l’inglese”, si legge nel documento. “Chiunque voglia recarsi a lavorare nel Regno Unito - prosegue il piano - deve essere destinatario di un’offerta di lavoro con un salario pari ad almeno 25.600 sterline”, che corrispondono a circa 30.800 euro l’anno, anche se verranno ammesse le domande di chi presenta un’offerta di sole 20.480 sterline (circa 24600 euro) “in casi particolari di carenza di lavoratori qualificati, come nel settore infermieristico”. 

Caratteristiche dell'aspirante lavoratore

Il sistema a punti si divide quindi in due parti. Da un lato ci saranno le caratteristiche “negoziabili” come il salario minimo o la specializzazione in un settore nel quale c’è carenza di manodopera. D’altro canto ci saranno qualità irrinunciabili per l’aspirante lavoratore nel Regno Unito che dovrà conoscere l’inglese, presentare un’offerta di lavoro di uno “sponsor” britannico e dimostrare di avere i titoli e le competenze specifiche per svolgere la mansione offerta. 

Il sistema a punti

Chi riceve un’offerta di lavoro con un salario dalle 20mila alle 23mila sterline - seppure ammesso alla selezione - riceverà 0 punti. Le offerte dalle 23mila alle 25.600 sterline verranno valutate con 10 punti, mentre le offerte superiori alle 25.600 sterline saranno premiate con 20 punti. Ricevono punti in più anche i lavoratori con in tasca un dottorato di ricerca: 10 punti per tutte le materie, 20 punti se conseguiti in discipline scientifiche, matematiche, tecnologiche e ingegneristiche. Per avere diritto al visto per lavorare nel Regno Unito occorrerà raggiungere quota 70 punti

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La selezione

La ministra dell'Interno, Priti Patel, assicura che con il nuovo sistema “potranno venire nel Regno Unito solo i migliori e più brillanti”. E a quanti già prevedono conseguenze disastrose per l’economia, Londra risponde garantendo che gli europei già presenti nel Regno Unito, e ai quali sarà consentito di rimanere, “daranno alle aziende la flessibilità necessaria per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro”. “Siamo consapevoli che queste proposte rappresentano un cambiamento significativo per le aziende”, ammette infine l’esecutivo britannico.

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