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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Indagini e inseguimenti oltreconfine: ecco il piano Ue per aiutare le forze di polizia a fare squadra

Il 70% delle reti criminali opera in almeno tre Paesi diversi, ma il potere delle autorità si ferma al confine. Bruxelles propone una lista di trenta reati perseguibili in tutta Europa dalle autorità di ogni Stato

In Europa il 70 per cento delle reti criminali è attivo in almeno tre Paesi diversi e due organizzazioni illecite su tre possono contate su membri di diverse nazionalità. Eppure, le attività delle forze dell’ordine si fermano ai confini dei singoli Stati, intrappolate nel ginepraio di norme e accordi bilaterali che il più delle volte impediscono la prosecuzione delle indagini oltreconfine. Questi i motivi che hanno spinto la Commissione europea a proporre un nuovo codice di cooperazione tra le forze di polizia dell'Ue per rafforzare la collaborazione tra Paesi e contrastare in modo più efficiente la criminalità transnazionale.

Bruxelles mira innanzitutto a migliorare le operazioni transfrontaliere di polizia creando standard condivisi per incoraggiare i pattugliamenti congiunti tra autorità di diversi Paesi e l'azione delle forze dell'ordine di un Paese nel territorio di un altro Stato membro. La proposta include un elenco comune di reati per i quali saranno possibili azioni di sorveglianza e inseguimenti oltreconfine. L'elenco include una trentina di reati. Partecipazione a organizzazioni criminali, terrorismo, traffico di esseri umani, sfruttamento sessuale di minori e traffico d’armi ed esplosivi sono i cinque reati in cima alla lista.

Bruxelles mira inoltre a rafforzare il ruolo di Europol, l’agenzia europea di polizia, che oltre ad avere più poteri nel contrasto ai fenomeni criminali transfrontalieri è destinata a guidare lo sviluppo del già esistente sistema Siena (Secure information exchange network application) per lo scambio dati tra le forze dell’ordine dei diversi Paesi. Le norme che la Commissione vuole aggiornare riguardano anche lo scambio automatizzato di determinate categorie di informazioni. Gli agenti di polizia in uno Stato membro dovranno avere un accesso equivalente alle informazioni a disposizione dei loro colleghi in un altro Paese Ue, alle stesse condizioni, si legge nella proposta. Se il piano della Commissione verrà approvato, gli Stati membri dovranno istituire un punto di contatto unico, operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dotato di personale adeguato e che funga da 'sportello unico' per lo scambio di informazioni con gli altri Paesi dell'Ue. Le informazioni richieste - ai sensi della proposta - devono essere rese disponibili entro 8 ore per i casi urgenti e in ogni caso entro un massimo di 7 giorni.

Bruxelles ha infine proposto nuove norme sullo scambio automatizzato di dati per la cooperazione di polizia nell'ambito del cosiddetto 'quadro Prum' per includere le immagini facciali di sospetti e criminali condannati, registri di polizia per lo scambio di dati automatizzato e l'introduzione di un router centrale a cui possono connettersi i database nazionali, sostituendo la moltitudine di connessioni tra ciascun database nazionale. Europol sarà infine in grado di sostenere gli Stati membri in modo più efficiente controllando i dati provenienti da Paesi terzi rispetto alle banche dati degli Stati membri, contribuendo a identificare i criminali conosciuti dai Paesi al di fuori dell'Ue.

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