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Venerdì, 1 Marzo 2024
Il caso / Germania

L'indagine per frode fiscale che fa tremare Olaf Scholz

Nel mirino dell'opposizione gli incontri del cancelliere quando era sindaco di Amburgo con un banchiere coinvolto nella maxi truffa "Cum Ex"

L'opposizione tedesca aprirà un'inchiesta parlamentare per far luce sul presunto coinvolgimento del cancelliere socialista, Olaf Scholz, in un grave scandalo finanziario. Il caso, che risale a oltre cinque anni fa, quando Scholz era ancora sindaco di Amburgo, è riconducibile al cosiddetto scandalo “Cum Ex”, una maxi truffa per oltre 30 miliardi di euro a danno dei contribuenti tedeschi con banche, società e individui che avevano ottenuto rimborsi fiscali per presunti costi che in realtà non erano mai stati sostenuti.

Quando lo scandalo era diventato di dominio pubblico Scholz era finito nel calderone, ricorda Politico, a causa dei suoi legami con una banca con sede ad Amburgo coinvolta nel regime di evasione fiscale. In particolare, durante il suo mandato da primo cittadino, l'attuale cancelliere si era incontrato in tre diverse occasioni private con uno dei proprietari della M.M. Warburg & Co., che all'epoca era già sotto inchiesta da parte dell'ufficio delle imposte di Amburgo per una somma pari a 47 milioni di euro in presunte entrate illecite legate alla maxi frode.

Alla fine la banca ha rimborsato i 47 milioni di euro, anche se solo dopo che le era stato ordinato di farlo da un tribunale. Anni dopo, quando sono emersi gli incontri tra Scholz e il banchiere, alcuni si sono chiesti se il politico possa essere intervenuto a favore della banca. Accuse respinte con forza dallo stesso cancelliere, il quale però ha affermato in diverse occasioni negli ultimi due anni e mezzo di non ricordare il contenuto delle conversazioni con il banchiere nel mirino degli inquirenti.

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Questo spiega l'intervento da parte dei cristiano-democratici della Cdu/Csu volto a scoprire cosa c'è dietro "questo vuoto di memoria complessivo del cancelliere" che, a detta dei suoi oppositori, "solleva una moltitudine di questioni da chiarire", si legge in una lettera della forza politica un tempo guidata da Angela Merkel.

Critiche alle quali ha risposto Katja Mast, capogruppo dei socialdemocratici al Parlamento di Berlino, il quale ha affermato che la Cdu/Csu non agisce per desiderio di trasparenza, ma piuttosto per interessi propagandistici di partito.

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