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Martedì, 29 Novembre 2022
I sospetti / Francia

Macron indagato, appalti in cambio di finanziamenti alla campagna elettorale

Il presidente francese finito nel mirino della Procura per i legami con la società di consulenza americana McKinsey, a cui fu affidata la strategia di vaccinazione del Paese durante la pandemia

Emmanuel Macron è finito nel mirino dei giudici francesi, con la Procura finanziaria nazionale che sta indagando sui legami tra il presidente della Repubblica, il suo entourage e un'importante società di consulenza. Il sospetto è che alcuni appalti pubblici potrebbero essere stati concessi in cambio di finanziamenti della campagna elettorale del leader di Renaissance nel 2017, quella che lo portò per la prima volta all'Eliseo. I magistrati vogliono capire se la società di consulenza americana McKinsey abbia favorito l'ascesa dell'ex ministro dell'Economia, ottenendo in cambio la firma di contratti pubblici da centinaia di milioni di euro.

Secondo le rivelazioni de Le Parisien è su questo che indaga adesso la Procura finanziaria nazionale (Pnf) che avrebbe allargato un'inchiesta giudiziaria aperta a novembre per "favoritismi" e "finanziamento illegale di campagne elettorali". Tre giudici inquirenti starebbero esplorando i legami tra il presidente e la McKinsey, già individuati in un rapporto di una commissione d'inchiesta del Senato, pubblicato a marzo, che denuncia "la crescente influenza delle società di consulenza private sulle politiche pubbliche". "L'unica certezza in questa fase è che ci sono legami tra il capo di Stato, il suo entourage e la società americana", scrive Le Parisien. Le Monde aveva già evidenziato nel febbraio 2021 queste relazioni travagliate e i ruoli ricoperti da diversi dirigenti dell'azienda a proprio nome durante la campagna elettorale di Macron nel 2017, quando il suo movimento politico si chiamava ancora La République En Marche. Dopo il rapporto del Senato ad aprile il Pnf aveva aperto una prima inchiesta.

In primavera, un rapporto del Senato di Parigi aveva provocato l'apertura di un primo procedimento per "riciclaggio aggravato di frode fiscale" contro McKinsey e la perquisizione della sua sede della capitale francese un mese dopo. Secondo Le Parisien, a seguito di queste indagini il Pnf "ha deciso di allargare le sue indagini ai favoritismi" e al "finanziamento illegale di una campagna elettorale". I sospetti di favoritismo da parte di Macron nei confronti di McKinsey non sono nuovi e si ripresentano regolarmente sulla scena mediatico-politica da quando è stata fatta luce sul ruolo svolto dall'azienda durante la crisi sanitaria, incaricata insieme ad altre di fornire consulenza al governo, in particolare sulla strategia di vaccinazione, una consulenza pagata centinaia di milioni di euro.

Pur godendo dell'immunità presidenziale e non potendo quindi essere ascoltato dai tribunali, il capo dello Stato ha sempre negato con fermezza queste accuse, ricordando che il governo era soggetto alle "norme sugli appalti pubblici", ma nel marzo scorso aveva detto: "Se ci sono prove di manipolazione, che si vada in tribunale". L'uso di consulenti privati da parte del governo francese è esploso come una questione inaspettata prima delle elezioni presidenziali di questa primavera, alle quali Macron ha vinto un secondo mandato presidenziale. L'opposizione aveva accusato il leader di Renaissance di spendere troppo in consulenze internazionali ad aziende che pagano poco o non pagano le tasse in Francia.

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