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foto Ansa

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Ogni anno sulle strade d’Europa 25mila vittime: "Come due disastri aerei alla settimana"

Le organizzazioni per la sicurezza stradale chiedono di estendere le norme previste per le autostrade, dove avviene solo l'8% delle fatalità, anche alle aree urbane e provinciali

Oltre 25mila persone sono morte nelle strade europee nel 2017 . Per porre fine a questa strage una coalizione che unisce organizzazioni per la sicurezza stradale, forze dell’ordine, ciclisti e addetti del settore dei trasporti chiede al Parlamento di Strasburgo di appoggiare la proposta della Commissione europea di estendere l’applicazione delle regole comunitarie per la sicurezza delle infrastrutture a tutte le maggiori strade d’Europa. Le regole più intransigenti, che si applicano solamente alle autostrade principali e alla rete stradale Trans-europea, andrebbero rispettate anche nelle aree urbane e di provincia, secondo la coalizione che evidenzia come “solo l’8% delle morti avviene in autostrada”.

In aree urbane e prinviali la maggior parte dei morti

I promotori dell’iniziativa chiedono anche di dare maggiori risposte alle esigenze di ciclisti, pedoni e motociclisti. Le oltre 25mila persone morte sulle strade sono “l’equivalente di due aerei di linea che si schiantano ogni settimana uccidendo tutte le persone a bordo” dichiarano le organizzazioni. Mentre in autostrada si verificano meno del 10% degli incidenti fatali, il 37% capita in zone urbane e il 55% su strade di provincia. La Commissione europea ha proposto l’aggiornamento delle attuali norme di sicurezza stradale all’interno del pacchetto Mobilità, in discussione in Parlamento e tra i rappresentanti degli Stati membri.

Il voto a Strasburgo

La commissione Trasporti dell’Eurocamera voterà le modifiche alla normativa ai primi di dicembre, dando il via libera alla discussione in Aula del testo finale presentato da Daniela Aiuto del Movimento 5 stelle. Secondo gli studi della Commissione, l’estensione delle leggi di sicurezza alle strade principali, oggi escluse dalla normativa, permetterebbe di prevenire 3.200 morti e 20.700 traumi da codice rosso nel decennio 2020-2030.

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