Incendi in Amazzonia, Ue: "No a ratifica accordo commerciale con Brasile"

Bolsonaro invia l’esercito per porre fine ai roghi nella foresta pluviale, ma rifiuta i “toni sensazionalisti” e l’intervento dei Paesi del G7. Madonna e Cristiano Ronaldo si associano al coro di apprensione per il “polmone verde”

EPA PHOTO/ANSA

"È difficile immaginare la ratifica dell'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur mentre l'Amazzonia brucia". A confermare quanto già ventilato dal presidente francese Emmanuel Macron è stato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk: l'Ue potrebbe bloccare il via libera definitivo allo storico e contestato patto di libero scambio con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay se il presidente brasiliano Jair Bolsonaro non fermerà la situazione in Amazzonia, dove i roghi, secondo le accuse delle ong, sarebbero stati favoriti dalle politiche pro-deforestazione dello stesso presidente.

Le minacce dell'Ue sembrano avere sortito qualche effetto, dal momento che Bolsonaro, dopo giorni di attesa, si è finalmente deciso a inviare l'esercito per affrontare i devastanti incendi che stanno contribuendo alla deforestazione in Amazzonia. Bolsonaro intende inoltre chiedere ai governatori delle zone colpite di contribuire in modo sostanziale allo sforzo per fermare le fiamme: "L'Amazzonia è parte della Storia del Brasile", ha detto.

Roghi nel 2019: dati e immagini simbolo

Solo nel 2019 in Brasile si sono verificati oltre 72mila incendi, un aumento dell'84% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto afferma l'Istituto nazionale per la ricerca spaziale del Paese, precisando inoltre che più della metà dei fuochi hanno colpito la foresta amazzonica. Un aumento esponenziale dei roghi si è verificato a partire dal mese di luglio, per poi degenerare nella settimana in corso. Immagini simbolo della foresta in fiamme hanno fatto il giro del mondo, assieme allo scenario apocalittico della città di San Paolo, dove pochi giorni fa è calato il buio alle 2 del pomeriggio per via del fumo nero proveniente dall’Amazzonia. 

Polemiche tra Macron e Bolsonaro

E mentre le fiamme avanzano, il figlio del presidente, Eduardo Bolsonaro, ha diffuso un tweet in cui definisce "un completo idiota" Emmanuel Macron. Il presidente francese ieri sera aveva postato un messaggio in cui affermava che "la nostra casa sta bruciando" e aveva annunciato che avrebbe portato la questione al vertice del G7 a Biarritz

La risposta del figlio di Bolsonaro riprende i toni di quella del papà presidente del Brasile che, nelle ore immediatamente successive all’intervento sui social di Macron aveva accusato il presidente francese di cedere al "sensazionalismo" per "interessi politici personali", dimostrando inoltre di avere una "mentalità colonialista”.

Al fuoco delle polemiche si è associato anche il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, definendo gli allarmi internazionali per salvare le foreste amazzoniche "un'ipocrisia ambientalista". 

I timori delle imprese agricole

Mettendo da parte il dibattito internazionale, il capo di Stato brasiliano dovrà però vedersela con la preoccupazione delle lobby agrarie del Paese, che temono ripercussioni nelle relazioni coi partner commerciali del Brasile. I problemi ambientali potrebbero diventare una ragione o un pretesto, a seconda del punto di vista, per mettere ai margini i prodotti del Sud America nel contesto del mercato globale. La critica rivolta dalle imprese agricole nei confronti di Bolsonaro sarebbe quella di mantenere un atteggiamento aggressivo nei confronti degli altri Paesi invece di spiegare la difficile situazione brasiliana.

Le reazioni dei Vip

Alle reazioni diplomatiche si sono aggiunte anche quelle dei Vip come la cantante Madonna e il calciatore Cristiano Ronaldo. La star americana si appella direttamente al presidente Bolsonaro per fare qualcosa per fermare le fiamme, mentre il più volte pallone d’oro conclude il suo tweet sottolineando che “è nostra responsabilità aiutare a salvare il nostro Pianeta”. 

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Per l'Ue la Svizzera non è più un paradiso fiscale

  • L'impegno dell'Ue: "Il salario minimo europeo nei primi 100 giorni"

  • "Pochi investimenti al Sud", Bruxelles bacchetta l'Italia

  • "Gli Stati ricchi paghino di più", l'Ue presenta il conto a Germania e Olanda

  • Migranti, l'accordo di Malta non convince. Austria: "No a ricollocamenti"

  • Orban nega il cibo ai migranti in transito, l'Ue: "Violati i diritti fondamentali"

Torna su
EuropaToday è in caricamento