L'app Immuni adesso è "condivisa" con Germania e Danimarca: parte il test di Bruxelles

La Commissione europea ha avviato la fase sperimentale per mettere in connessione le applicazioni di tracciamento dei contagi di Covid-19 dei vari Stati membri. Coinvolte anche Irlanda, Repubblica ceca e Lettonia

L'emergenza del Covid-19 ha riportato alla ribalta il tema dell'Unione europea quale progetto di integrazione ancora incompleto. La sanità, infatti, è ancora in mano agli Stati membri, che se la tengono ben stretta. E lo stesso vale per i dati personali, siano essi sanitari o meno. Con risultati paradossali come il fatto che, nel 2020, in piena era dei big data e dinanzi a una pandemia epocale, le app di tracciamento dei contagi dei vari Paesi Ue non sono ancora "interoperabili", ossia non condividono informazioni utili per tracciare un potenziale contagiato quando questo passa da uno Stato europeo all'altro. Una carenza preoccupante alla vigilia di quello che, secondo l'Oms, potrebbe essere il nuovo picco di contagi in Europa, previsto tra ottobre e novembre.

Per ovviare a tale carenza, la Commissione europea ha annunciato l'avvio dei primi test in alcuni Stati, tra cui l'Italia con la sua Immuni, di una infrastruttura che dovrebbe consentire l'interoperabiltà delle app di tracciamento. "Per sfruttare appieno il potenziale delle applicazioni mobili di tracciamento e di allerta e al fine di spezzare la catena delle infezioni da coronavirus e salvare vite umane - spiega Bruxelles in una nota - si sta procedendo a creare un servizio gateway di interoperabilità che collega le applicazioni nazionali in tutta l'Unone". Le prime prove di collegamento tra i server back-end delle applicazioni ufficiali coinvolgono Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia e Lettonia e un server gateway appena installato.

"Molti Stati membri hanno introdotto applicazioni nazionali di tracciamento dei contatti e allerta. Ora è giunto il momento di farle interagire - ha affermato Thierry Breton, commissario per il Mercato interno -. I viaggi e gli scambi personali sono al centro del progetto europeo e del mercato unico e in questi tempi segnati dalla pandemia il gateway contribuirà ad agevolarli e a salvare vite umane". Il gateway, spiega la Commissione, un'infrastruttura digitale che garantisce la trasmissione di informazioni tra i server back-end delle applicazioni nazionali, permetterà alle applicazioni nazionali di funzionare senza soluzione di continuità anche a livello transfrontaliero. In questo modo gli utenti dovranno installare solo un'applicazione e potranno comunque segnalare un test positivo all'infezione o ricevere un'allerta anche quando viaggiano all'estero.

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Il gateway, prosegue il comunicato, farà circolare in modo efficiente gli identificativi arbitrari tra le applicazioni nazionali, in modo da ridurre al minimo la quantità di dati scambiati e quindi il consumo di dati da parte degli utenti. Il gateway tratterà esclusivamente le chiavi arbitrarie generate dalle applicazioni nazionali; le informazioni scambiate saranno pseudonimizzate, criptate, limitate al minimo indispensabile e conservate solo per il tempo necessario al tracciamento delle infezioni e non sarà possibile l'identificazione di singole persone. Il gateway è stato sviluppato e realizzato da T-Systems e Sap, sarà gestito dal Data Centre della Commissione a Lussemburgo e sarà operativo a partire da ottobre, al termine di una fase di test. Nella speranza che ottobre non sia troppo tardi.

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