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Giovedì, 30 Novembre 2023
L'incontro

L'imbarazzo del Ppe (e la rabbia di Tajani) per le parole di Berlusconi

Al Vertice a Bruxelles dei leader dei popolare scontento parlabile per gli audio su Putin. Al vicepresidente di FI il compito di calmare gli animi, ma in tanti non nascondono il forte disappunto

Avrebbero voluto festeggiare il ritorno al governo in ben due Paesi, la Svezia e l'Italia, e invece i popolari europei si sono trovati nell'imbarazzante situazione di dover rivendicare la loro posizione Atlantista e la loro unità nel condannare l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Una cosa che sarebbe stata una banalità inutile anche da ribadire se Silvio Berlusconi, il leader del membro italiano della famiglia politica, non avesse definito Vladimir Putin uno dei suoi migliori amici e una persona ragionevole, proprio alla vigilia del ritorno al governo di Forza Italia.

Gli aggiornamenti in diretta dal Consiglio europeo

L'imbarazzo al Vertice del Ppe a Bruxelles, che come di consueto si è svolto prima del Consiglio europeo, era palpabile. E il più imbarazzato, anzi furioso, era proprio Antonio Tajani, l'uomo la cui poltrona di ministro degli Esteri rischia di saltare a causa dell'audio pubblicato da LaPresse. A lui Forza Italia ha affidato il compito di rassicurare gli alleati europei. Quando è arrivato alla riunione a cui partecipano tutti i leader dei partiti popolari dei 27 Stati membri si è piazzato davanti alle telecamere e ha rilasciato una dichiarazione prima in inglese poi italiano. Poche parole pesate, chiaramente preparate e ripetute a memoria, come un imputato sui banchi di un tribunale. "Sono qui per confermare ancora una volta la posizione del mio partito, la mia posizione personale e la posizione del leader del mio partito totalmente a favore della Nato e delle relazioni transatlantiche, in favore dell'Europa e contro l'inaccettabile invasione russa dell'Ucraina", ha detto tutto impettito (e indispettito) prima di andare via senza accettare alcuna domanda.

Anche molti dei leader hanno sviato l'argomento, ma tanti altri non si sono nascosti dietro frasi elusive. “Sarò molto franco”, la posizione di Berlusconi “è un grande problema. Ci sono tre principi base nel Ppe: devi essere pro europeo, difendere lo stato di diritto e supportare l'Ucraina nella sua lotta per la sopravvivenza ed l'esistenza. Non sono sicuro che puoi avere persone nella famiglia popolare che non accettano questi valori comuni e piuttosto basilari”, ha detto senza mezzi termini il vicepremier irlandese, Leo Varadkar “Conosco Antonio da anni ed è un buon alleato e politico ma sicuramente glielo dirò. Non ci possono essere ambiguità quando si tratta di Ucraina. Punto”, ha poi aggiunto.

“Siamo totalmente al fianco degli amici ucraini. Putin è criminale di guerra. È un fatto e per questo deve perdere questa guerra. Questa è la posizione del Ppe e lo è con tutti i nostri governi. Noi sosteniamo i governi, vale anche per quello italiano, che hanno un approccio pro-europeo, pro-ucraino e pro-Stato di diritto", ha dichiarato il presidente del Ppe, Manfred Weber, che ha assicurato di credere nell'Atlantismo di Tajani, senza mai neanche nominare Berlusconi, il cui nome non è stato direttamente fatto da nessuno degli altri leader al loro ingresso al Vertice, quasi fosse ormai un paria. "Sono felice che Antonio Tajani sia con noi qui oggi. La sua posizione è di una chiarezza cristallina. Lui è il ponte tra la forte posizione di Forza Italia nel Parlamento nazionale e il pilastro europeo a Bruxelles, per questo sono lieto che sia qui. È il garante di questo approccio proeuropeo e proatlantico", ha detto il politico tedesco.

Ed è questo il refrain ripetuto da diversi altri popolari a Bruxelles, come a sottolineare che Tajani, ex commissario europeo ed ex presidente dell'Assemblea comunitaria, è il buono che rappresenta i popolari, mentre Berlusconi è il solito inaffidabile che continua a mettere in imbarazzo il partito con le sue sortite. Sortite che un tempo venivano difese o comunque sopportate con imbarazzo quando Berlusconi era alla guida dell'Italia e il suo potere elettorale era forte. Ma ormai l'ex Cavaliere è un alleato di minoranza e i popolari non avrebbero problemi a scaricarlo, ma se non vogliono perdere con lui l'intera Forza Italia. Per questo Tajani diventa indispensabile per loro.

“Non ho sentito l'audio”, ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, usando una scusa poco credibile per sviare le domande dei giornalisti italiani, ma “conosco Tajani da anni. È un europeo convinto, pro-atlantista. È un italiano impegnato a fare in modo che l'Italia resti centrale in Europa", e “non ho dubbi che l'Italia resti nel cuore dell'Europa”, ha sostenuto la politica maltese. "Posso dire che il Partito popolare europeo resta solido come una roccia nel sostegno all'Ucraina", ha ripetuto ben due volte il primo ministro della Lettonia, Krisjanis Karins, in risposta alle domande sulle parole di Berlusconi.

“Ho saputo che l'audio è stato una fuga di notizie, e sarà importante capirne di più, ma certamente non contribuisce alla nostra principale linea politica, che è di forte solidarietà all'Ucraina e chiara condanna della Russia”, ha affermato, anche lui senza nascondere lo scontento, il premier croato Andrej Plenkovic, che si è detto “molto sorpreso e molto scontento” per le parole di Berlusconi. E di sicuro non è stato il solo.

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