Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Il sindaco di Anversa vuole la secessione dal Belgio. Per unirsi all'Olanda

Bart De Wever, fondatore e leader del partito nazionalista fiammingo N-Va, ha lanciato la proposta

Flemish nationalist groups Voorpost and NSV protest during a visit of Belgian King Albert II and Queen Paola (unseen) to the Belgian Flemish community in Gent, Belgium, 17 July 2013. King Albert II announced his abdication in a televised speech to the nation on 03 July 2013. Prince Philippe will succeed his father on 21 July 2013, the country's National Day. EPA/JULIEN WARNAND

Sembrava una battuta, ma lui ha tenuto a precisare che era terribilmente serio quando pochi giorni fa, intervistato da un'emittente, si lasciò andare a una confessione: “Morirei più felice come olandese del Sud che come belga”. Lui è Bart De Wever, sindaco di Anversa e leader del N-Va, il principale partito delle Fiandre, la regione più ricca del Belgio. Che i membri del N-Va sognino l'indipendenza dal resto del Paese (magari tirandosi dietro Bruxelles) non è una novità. Ma l'idea di una riunificazione con i Paesi Bassi, da cui le Fiandre si erano staccate nel 1830 per unirsi ai valloni e fondare il nuovo Stato belga, non era mai stata sventolata dai suoi leader. Tanto più dal suo fondatore, ossia De Wever. 

Oggi però, proprio nei giorni in cui la Vallonia (ossia la regione francofona che secondo gli indipendentisti dipende dalle tasse dei fiamminghi) si trova a fare i conti con i morti e le devastazioni delle recenti alluvioni, il sindaco di Anversa ha pensato bene di tirare fuori un suo vecchio sogno: “Nel 1993 ero già co-organizzatore di una conferenza studentesca nella Grande Olanda - ha ricordato - Non ho mai rinunciato a questo sogno: che tutti coloro che parlano olandese un giorno possano vivere di nuovo insieme. I porti di Anversa e Rotterdam potrebbero fondersi per diventare la porta dell'economia dell'Europa nordoccidentale. Sembra una storia fantastica”.

De Wever, che è laureato in Storia, conosce bene le tappe che portarono alla nascita del Belgio, e sa bene che quasi due secoli fa furono i fiamminghi di Bruxelles a combattere la battaglia forse decisiva per la separazione delle Fiandre dal Regno dei Paesi Bassi. Ma come molti nazionalisti preferisce sposare l'interpretazione secondo cui il Belgio nacque in seguito a un complotto francese. Una tesi storica che nobilita le ragioni vere dell'indipendentismo fiammingo, ossia quelle economiche.

In questo, va dato atto a De Wever di essere trasparente. Rispondendo alle domande dei giornalisti olandesi di Op1, il sindaco di Anversa ha detto: “Il mondo sta crescendo, gli attori economici si stanno sviluppando. Quindi dobbiamo cambiare marcia e trovare qualcuno che assomigli a noi", premette prima di aggiungere: "Un Paese industrializzato con una popolazione densa, una porta logistica per l'Europa settentrionale e occidentale, un alto livello di attività, molte esportazioni. Ti ricorda qualcosa? Siamo noi, i fiamminghi, e siete voi, gli olandesi. Se la Cina e l'America si appropriano di tutte le ricchezze, non è così strano considerare un'unione tra di noi. Dovremmo competere tra di noi o, al contrario, unire le forze?", ha concluso De Wever. Anche se chi lo intervistava ha continuato a prendere le sue parole come uno scherzo.

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