Martedì, 16 Luglio 2024
La polemica

Il sesso senza consenso non sarà considerato stupro

La nuova direttiva europea contro la violenza di genere non conterrà questa definizione di violenza sessuale, nonostante le richieste dei deputati europei. Solo 13 Stati su 27 si sono detti favorevoli

Il sesso senza consenso in Europa non sarà considerato stupro. Parlamento e Consiglio Ue sono riusciti a trovare un accordo sulla nuova direttiva europea per la lotta alla violenza contro le donne, che però non conterrà una definizione di violenza sessuale basata sul consenso, come avrebbero voluto i deputati europei. "Questa direttiva è un passo nella giusta direzione ma è chiaro che c'è una questione in sospeso. Molti di noi hanno avuto una visione abbastanza inquietante dell'atteggiamento verso lo stupro negli Stati membri. E non è stato possibile inserire in questa direttiva la definizione di stupro basata sul consenso. Si tratta quindi di una grande delusione, se si considera la portata delle statistiche sulla violenza in tutta l'Unione", ha dichiarato la popolare irlandese Frances Fitzgerald, una delle due relatrici del testo per l'Aula.

I dati dell'Agenzia dell'Ue per i diritti fondamentali del 2014 mostrano che una donna su dieci nell'Unione ha subito una qualche forma di molestia sessuale dall'età di 15 anni e una donna su venti è stata violentata. La maggior parte delle legislazioni attuali richiedono in tribunale la prova della violenza e della coercizione fisica. In Consiglio Ue sulla richiesta di introdurre una legislazione basata invece sul consenso non c'è stata la maggioranza necessaria, con solo 13 Stati su 27 che si sono espressi a favore, e la maggior parte dei contrari che hanno addotto difficoltà legali nell'implementale l'eventuale riforma. "Due Stati erano del tutto contrari alla direttivaa, l'Ungheria e la Polonia, anche se adesso il nuovo governo di Varsavia per fortuna sul punto ha una posizione diversa", ha rivelato l'altra relatrice per l'Aula, la socialista svedese Evin Incir.  L'eurodeputata ha anche lanciato un appello alla premier italiana Giorgia Meloni: "Si era detta a favore della riforma. Anche se questa non è passata a Bruxelles lei può sempre approvarla in Italia".

Secondo il testo approvato in Trilogo (le trattative tra Parlamento e Consiglio mediate dalla Commissione) e che ora attende solo l'approvazione formale, gli Stati membri dovranno però portare avanti azioni volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che il sesso non consensuale è da considerato un reato. Dopo cinque anni dall'entrata in vigore della direttiva sarà poi prevista una revisione e i deputati sperano di poter inserire la definizione di sesso senza consenso come stupro. In generale la nuova direttiva stabilisce le regole minime relative alla definizione di specifici reati e sanzioni per affrontare le diverse forme di violenza contro le donne e violenza domestica. Stabilisce inoltre i diritti delle vittime e prevede la loro protezione. La legge prevede l'incriminazione dei seguenti reati in tutta l'Ue: mutilazione genitale femminile, matrimonio forzato, condivisione non consensuale di immagini intime, stalking e molestie online, così come l'incitamento all'odio o alla violenza via internet.

La direttiva introdurrà anche circostanze aggravanti come l'esercizio ripetuto della violenza contro le donne, la violenza contro una persona vulnerabile o un bambino e l'uso di livelli estremi di violenza. La riforma mira anche a rendere più facile l'accesso alla giustizia per le vittime e a fornire un livello adeguato di protezione e supporto specializzato. Gli Stati dovranno ad esempio garantire che le donne possano denunciare attraverso canali accessibili e facili da usare, compresa la possibilità di farlo online, almeno per i reati informatici.

Secondo Human Rights Watch, solo 13 Stati membri dell'Ue utilizzano definizioni basate sul consenso per criminalizzare lo stupro (tra questi Spagna, Belgio, Germania, Irlanda, Svezia, Danimarca e Grecia), mentre gli altri 14 non hanno ancora allineato le loro definizioni alle norme giuridiche internazionali in materia, nonostante sia una delle richieste della Convenzione di Istanbul sulla violenza di genere. L'ultimo Paese a introdurre una riforma della legge sulla violenza sessuale è stata l'Olanda, che ha deciso di modificare la definizione di stupro, includendo nel reato qualsiasi forma di sesso senza consenso. La legge prevede che, in caso di dubbio sulla volontà di entrambe le persone, il giudice debba verificare se la potenziale vittima abbia effettivamente acconsentito all'atto sessuale. L'uso di forza e la violenza continueranno a essere considerate circostanze aggravanti e comporteranno una pena più elevata.

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