Il Parlamento Ue: “Più cooperazione nella cyber difesa per la sicurezza dell'Europa”

Approvata in commissione Affari esteri una risoluzione che chiede agli Stati di lavorare insieme. Il relatore Paet: “Nessuno può affrontare da solo le minacce che si pongono oggi”

Gli Stati membri dell'Ue dovrebbero collaborare più strettamente nel campo della cyber difesa come risposta all'aumento degli attacchi informatici contro obiettivi civili e militari degli ultimi anni. Lo chiedono i deputati del Parlamento europeo che hanno approvato in commissione Affari esteri e Difesa, con 45 voti a favore, otto contrari e otto astensioni, una risoluzione che passerà all'esame della Plenaria a giugno.

Il testo sottolinea che diversi Stati, come la Russia, la Cina e la Corea del Nord, ma anche attori non statali, hanno realizzato attività cibernetiche e attacchi a infrastrutture critiche, spionaggio informatico, sorveglianza di massa dei cittadini dell'Ue nonché sostenuto campagne di disinformazione a ridosso di importanti elezioni.

"La cyber difesa rimane una competenza fondamentale degli Stati membri, ma a causa della natura senza confini del cyberspazio, non è possibile per nessun Paese affrontare da solo le minacce che oggi si pongono”, e per questo “l'Ue deve rafforzare le sue capacità di difesa informatica rafforzando la cooperazione tra gli Stati membri, l'Unione e la Nato”, ha dichiarato il relatore del testo per l'Aula, il liberale Urmas Paet.

Gli eurodeputati sottolineano nella risoluzione che le strategie di difesa frammentate tra i vari Stati hanno portato all'attuale vulnerabilità agli attacchi informatici. Pertanto, chiedono alle capitali di migliorare la capacità delle loro forze armate di lavorare insieme e rafforzare la cooperazione informatica a livello europeo, ma anche con l'Alleanza Atlantica e altri partner attraverso esercitazioni comuni, l'Erasmus militare (un programma di scambio tra gli Stati membri per le future forze armate ufficiali, i loro insegnanti e istruttori) e altre iniziative di formazione e scambio comuni.

Data la carenza permanente di specialisti della difesa cibernetica altamente qualificati, i deputati chiedono agli Stati membri di investire di più in questo campo e facilitare la cooperazione tra istituzioni accademiche civili e accademie militari, sostenendo l'educazione alla difesa informatica. Invitano inoltre il Servizio europeo per l'azione esterna (Seae) e gli Stati membri che forniscono il quartier generale per le operazioni di politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc), a rafforzare le esperienze di difesa informatica delle missioni e delle operazioni dell'Ue.

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Allo stesso tempo i deputati accolgono con favore due progetti informatici che verranno avviati nell'ambito della cooperazione strutturata permanente (Pesco), vale a dire: una piattaforma di condivisione delle informazioni per gli incidenti informatici e le squadre di risposta rapida alla rete. I parlamentari sperano che questi progetti portino alla creazione di un team europeo di cyber-risposta rapida, che coordinerebbe, individuerebbe e contrasterebbe le minacce informatiche collettive.

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