Lunedì, 27 Settembre 2021
Attualità

Il M5s attacca il Pd: "Al Parlamento Ue norma per impedirci di formare un gruppo"

L'accusa di Castaldo: "Vogliono dare a 7-8 capigruppo il potere di decidere sulle nuove formazioni e guarda caso lo propongono dopo il lancio della nostra nuova alleanza"

Neanche il tempo di festeggiare l'intesa con croati, finlandesi e polacchi che sul nuovo potenziale gruppo del M5s piomba una norma che potrebbe far saltare i piani europei di Luigi Di Maio: stop al Parlamento Ue a quei gruppi politici formati da partiti e movimenti con scarsa affinità o mancanza di punti in comune. E' questa, in sintesi, la richiesta dei Socialisti e Democratici, il gruppo di cui fa parte il Pd, secondo quanto denunciato dall'eurodeputato 5 stelle e vicepresidente dell'Eurocamera, Fabio Massimo Castaldo

“Si tratta di un vero e proprio colpo di mano - attacca Castaldo - Subito dopo il lancio della nostra nuova alleanza, il gruppo dei socialisti ha presentato alcuni emendamenti di modifica del regolamento parlamentare che vogliono delegare alla Conferenza dei presidenti, ossia a 7-8 capigruppo, la possibilità di decidere arbitrariamente sulla formazione di nuovi gruppi". Quali sarebbero i nuovi criteri? La Conferenza dei Presidenti - spiega ancora Castlado - potrebbe impedire la formazione dei nuovi gruppi per mancata affinità tra i suoi membri o potrebbe scioglierlo per manifesta mancanza di punti in comune" tra i partiti che lo compongono.

Le nuove alleanze europee di Di Maio

La scarsa "affinità politica" in Europa è un punto debole per i 5 stelle. Girando per il Vecchio Continente, è difficile trovare realtà politiche che abbiano una forte somiglianza con il movimento di Di Maio. Tanto più che forze come i Verdi, con cui il M5s condivide l'ispirazione ecologista, continuano a nutrire diffidenze verso i pentastellati. Eppure, per le regole che governano il Parlamento Ue, senza un'intesa con almeno altri 6 partiti di altrettanti Stati membri, non è possibile formare un gruppo. E senza gruppo, spiega Castaldo, "l’attività politica dei deputati è enormemente ridotta".

Ecco perché nel 2014, Grillo opto' per chiudere l'accordo con l'Ukip di Nigel Farage e altri partitini (o singoli deputati) con scarsa o nulla affinità con il movimento. Una carenza di comunione d'intenti che è diventata palese negli anni quando si è trattato di votare su questioni importanti, con i 5 stelle spesso isolati dal resto del gruppo. Una situazione che potrebbe ripresentarsi con i nuovi alleati.      

La proposta dei socialisti mira a impedire proprio casi del genere: "Con queste nuove norme, progressisti (gruppo S&D, ndr) e popolari (Ppe, ndr) potrebbero decidere in autonomia di bloccare la formazione di nuovi gruppi, danneggiando chi come noi non vuole piegarsi a vecchie logiche”, denuncia Castaldo. Una preoccupazione che fa il pari con le voci di un ritorno della Grande coalizione tra Ppe, S&D e i liberali dell'Alde al prossimo Parlamento europeo".

La proposta dei socialisti potrebbe essere votata dall'Aula di Strasburgo già la prossima settimana: "È un colpo di mano, e noi non rimarremo inerti. Se necessario, presenteremo ricorso alla Corte di Giustizia europea. Il cambiamento non può essere fermato”, conclude Castaldo. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il M5s attacca il Pd: "Al Parlamento Ue norma per impedirci di formare un gruppo"

Today è in caricamento