Giovedì, 16 Settembre 2021
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Il figlio inguaia l'alleato di Renzi: "Mio padre mi ha fatto rapire". E testimonia contro di lui

Il premier ceco Babis, in corsa per la rielezione, è indagato per frodi ai fondi Ue. La replica al secondogenito: "È malato di mente"

Czech Prime Minister Andrej Babis (R-front, back to camera) is confronted by his son Andrej Babis Jr. (C, green t-shirt) after the campaign start for the general elections in Usti nad Labem, Czech Republic, 02 September 2021. The son has recently come out strongly against his father. The general elections in the Czech Republic will be held on 08 and 09 October 2021 and Babis is the leading candidate for Prime Minister. EPA/MARTIN DIVISEK

È indagato in patria e dalla nuova Procura europea. I sondaggi non lo premiano. E adesso anche il figlio gli ha giurato battaglia: "Ti auguro buona fortuna per la tua campagna elettorale volta a ingannare la nazione ceca". E' questo il messaggio che il premier della Repubblica ceca, Andrej Babis, si è visto recapitare dal suo secondogenito, Andrej Junior, nel pieno della corsa per la rielezione alla guida del Paese. Ma l'astio del figlio non si ferma qui: Andrej Jr ha anche annunciato l'intenzione di testimoniare contro il padre se verrà portato alla sbarra per il caso del "Nido di cicogna", in cui Babis è accusato di frode ai fondi Ue.

Alleato di Renzi e Macron

Il leader ceco, soprannominato il "Trump di Praga" per via del suo patrimonio miliardario e dei suoi modi spicci nel trattare avversari politici e media, è alla guida del governo dal 2017 e il prossimo ottobre proverà a mantenere il posto di comando alle elezioni per il rinnovo del Parlamento. I sondaggi, per ora, non premiano il suo partito, Ano, un movimento liberal-populista che in Europa fa parte della famiglia politica di Renew Europe, ossia il gruppo dell'Eurocamera di cui fanno parte La Republique en marche del presidente francese Emmanuel Macron e Italia Viva dell'ex premier Matteo Renzi. 

A Bruxelles, non sono pochi quelli che sostengono che siano state proprio queste alleanze a consentire alla Repubblica ceca una sorta di trattamento di favore da parte della Commissione europea rispetto a Ungheria e Polonia, che come Praga fanno parte del cosiddetto Gruppo di Visegrad. Anche in Cechia, dicono gli oppositori di Babis, ci sarebbe un grande problema sullo stato di diritto. E la ragione è proprio Babis: il suo impero economico, iniziato nell'agricoltura, si è poi allargato ad altri settori strategici, come quello energetico e i media. Creando una serie di conflitti di interessi, non solo a detta dei suoi detrattori. 

Il conflitto d'interessi

Almeno uno è stato accertato dalla stessa Commissione europea, quello che coinvolge i 6 milioni di euro di sussidi pubblici ottenuti da Agrofert per la costruzione di un mega conglomerato agroturistico, il "Nido di cigogna". Agrofert è la società con cui Babis è diventato miliardario e il primo datore di lavoro del suo Paese. Nel 2017, Babis ha affidato a due trust le sue quote in Agrofert, divenuta nel frattempo una holding multinazionale, ma dopo un'indagine condotta non proprio con solerzia, Bruxelles ha stabilito che Babis non avrebbe mai davvero tagliato i ponti dei suoi interessi. E pertanto non avrebbe dovuto intascare i sussidi Ue per il centro Nido di cicogna.

Accertato questo, la Commissione europea ha però tirato il freno, sostenendo che avendo congelato i pagamenti ad Agrofert all'inizio dell'indagine, e non avendo dunque versato un euro dalle sue casse, non c'era  bisogno di azioni ulteriori. Una scelta che non è piaciuta al Parlamento Ue, che ha approvato una risoluzione lamentando che, al netto dei pagamenti, resta il conflitto di interessi: il premier di un Paese del blocco è ancora l'uomo forte della principale azienda del Paese, che riceve comunque fondi pubblici.

L'accusa di rapimento

Non a caso, la giustizia ceca non ha smesso di indagare e ha inviato le carte alla neonata Procura europea. Stando alle ricostruzioni di alcuni media, la lunga mano di Babis dentro Agrofert sarebbe confermataanche dai legami dell'azienda con 3 dei suoi 4 figli. Solo uno sarebbe rimasto fuori dagli affari del padre, colui al quale, tra l'altro, essendo il primo maschio della prole, Babis ha voluto dare il proprio nome: Andrej Jr. I rapporti tra i due sono tesi da anni. 

Nel 2018, Andrej jr avrebbe accusato il padre di averlo fatto rapire in Crimea per intimidirlo e impedirgli di testimoniare all'inizio delle indagini su Agrofert. Il premier respinse le accuse: "Mio figlio è malato di mente, è schizofrenico. Prende farmaci. Deve essere sorvegliato", disse all'epoca. Sono passati quasi tre anni da allora, ma Andrej jr non è stato mai ascoltato dai giudici per le accuse di rapimento. Un tribunale ceco lo ha convocato solo di recente, spiegando che finora l'uomo era all'estero. 

L'incontro-scontro 

Quale che sia la ragione, Babis jr è tornato. In questi giorni, sta partecipando alla realizzazione di un documentario d'inchiesta sulla Repubblica ceca. E proprio girando per il Paese con l'autore del documentario, si è ritrovato di fronte al padre, che stava presenziando a un evento elettorale. Era il 2 settembre, giorno del 67esimo compleanno del leader ceco. “Sono appena uscito dall'ambulatorio di uno psicologo e ho una perizia del tribunale", ha detto Andrej jr rivolgendosi al padre. "Il fatto di sapere che tuo figlio sta bene dovrebbe renderti felice. Come ti senti quando mi vedi? Perché mi hai ferito?", ha aggiunto riferendosi al presunto rapimento. 

Il premier non si è scomposto. E rispondendo ai giornalisti si è limitato a dire: "Voglio solo dire che mi sono sempre preso cura di mio figlio. Penso che tutti sappiano cosa c'è qui. Cosa è successo, chi usa mio figlio contro di me. Scusami. Sappiamo chi sta abusando di lui, ma non voglio parlarne. Ho la coscienza pulita. Non auguro a nessun genitore di provare questo", ha concluso.

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