Huawei, manager cinese arrestato in Polonia con l'accusa di spionaggio

Dopo il caso della vicepresidente fermata in Canada, nuova grana per il colosso delle telecomunicazioni di Pechino. Sullo sfondo, il fututo della rete 5G in Europa

Le autorità di Varsavia hanno arrestato per spionaggio un cittadino cinese, direttore delle vendite per il ramo polacco di Huawei, e un ex membro dei servizi segreti polacchi dell'Abw ora impiegato nel settore delle telecomunicazioni. Lo ha riferito l'emittente polacca Tvp. Il ministero degli Esteri cinese si è detto "altamente preoccupato" per l'arresto del connazionale. Il cittadino polacco, indicato come Piotr D., avrebbe lasciato l'Abw dopo accuse di corruzione, ma non era mai stato formalmente incriminato.

I due uomini sono stati arrestati martedì, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi quando il tribunale ha convalidato il loro stato d'arresto per i prossimi tre mesi. Se condannati rischiano fino a dieci anni di carcere. La polizia ha intanto perquisito gli uffici di Huawei in Polonia e della compagnia di telecomunicazioni Orange Polaska per la quale lavora Piotr D.

Huwaei, Ue: "Rischi per la sicurezza" 

L'anno scorso le due società hanno lavorato assieme sulla nuova rete di telefonia mobile 5G nel paese europeo. Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda hanno escluso Huawei dalle reti 5G, temendo che Pechino si serva della compagnia cinese per operazioni di spionaggio. Meng Wanzoui, figlia del fondatore di Huawei e responsabile finanziario della società, è stata arrestata a dicembre in Canada con l'accusa di aver violato le sanzioni americane contro l'Iran. E pochi giorni dopo, anche l'Unione europea, per voce del vicepresidente Andrus Ansip, aveva sollevato preoccupazione per i "rischi per la sicurezza" che potrebbero essere legati alle attività in Europa del gigante cinese. 

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