"Hotspot sovraffollati", ma in generale i centri italiani per migranti superano l'esame del Consiglio d'Europa

Pubblicato oggi il rapporto del Comitato per la Prevenzione della Tortura dell'Istituzione di Strasburgo. Giudizio tutto sommato positivo, ma "l'Europa deve fare di più per aiutare l'Italia"

Hotspot di Lampedusa. INFOMIGRANTS

Sovraffollamento, soprattutto a Lampedusa, ma condizioni tutto sommato buone negli hotspot italiani. Un po' peggio va nei CPR, i centri di permanenza per il rimpatrio. A stilare la pagella dei centri in cui vengono identificati e rimpatriati i migranti è il CPT, acronimo che sta per il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, del Consiglio d'Europa, istituzione che raccoglie 47 paesi europei e che non ha nulla a che vedere con la Ue. Il CPT ha pubblicato oggi il suo rapporto sulla visita ad hoc condotta in Italia per esaminare la situazione dei cittadini stranieri privati della propria libertà nelle strutture di detenzione amministrative per migranti.

In particolare la delegazione del CPT ha visitato gli hotspot di Lampedusa, Pozzallo e Trapani (Milo), nonché un’unità mobile hotspot al porto di Augusta. Inoltre, ha potuto osservare una procedura di sbarco nel porto di Trapani. Gli esperti del Consiglio d'Europa hanno altresì visitato i Centri di permanenza per i Rimpatri (CPR) di Caltanissetta, Ponte Galeria (Roma) e Torino, nonché camere di sicurezza presso l'aeroporto di Roma Fiumicino.

"Nessuna prova di uso eccessivo della forza negli hotspot"

Dal rapporto emerge che "non sono pervenute accuse o altre indicazioni circa l’uso eccessivo della forza o altre forme di maltrattamento fisico in nessuno degli hotspot visitati". Le condizioni di vita sono state ritenute "buone a Pozzallo e Trapani e accettabili per brevi permanenze a Lampedusa". Notevole è stata giudicata la qualità dei servizi forniti ai nuovi arrivati, ciononostante - rilevano gli esperti del Consiglio d'Europa - "i livelli di occupazione in tutti e tre gli hotspot superavano regolarmente la capacità ufficiale, creando una grave congestione, soprattutto a Lampedusa".

Il rapporto contiene raccomandazioni specifiche per migliorare le condizioni materiali nella struttura dell’isola per garantire che i cittadini stranieri rimangano il più breve periodo di tempo possibile. La delegazione nota con favore che la fornitura di servizi sanitari presso i tre hotspot è risultata molto buona e supportata da mezzi adeguati. Il numero di operatori sanitari era sufficiente, con medici e infermieri pronti a intervenire e garantiti 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Limiti alla libertà di movimento

Sul fronte della privazione della libertà di movimento, il CPT ha sollevato il problema delle basi giuridiche per la privazione di tale libertà e i problemi collegati all’esistenza e al funzionamento di tutele legali. A tale proposito, formula diverse raccomandazioni che riguardano, ad esempio, il controllo giudiziario sulla privazione della libertà, la fornitura di informazioni su diritti e procedure e l’accesso efficace a un avvocato, nonché le misure pratiche per ridurre il rischio di respingimento.

Infine, è stato osservato che occasionalmente i minori non accompagnati rimanevano presso gli hotspot per diverse settimane a causa della mancanza di disponibilità in opportune strutture di accoglienza. Le autorità italiane sono pertanto invitate a garantire che tali trasferimenti avvengano il prima possibile. Il CPT accoglie con favore la recente adozione di una nuova procedura di valutazione multidisciplinare dell’età e chiede conferma che venga ora applicata in tutti gli hotspot.

Peggio nei Centri di Permanenza per i Rimpatri

La delegazione del Consiglio d'Europa solleva il problema delle intimidazioni e della violenza tra i detenuti presso il CPR di Caltanissetta e, in qualche occasione, presso il CPR di Torino. Le condizioni materiali sono state complessivamente ritenute accettabili, ad eccezione del CPR di Caltanissetta, dove sono state valutate molto carenti, in particolare per gli spazi ridotti e le scarse condizioni igieniche, con materassi e coperte sporchi e sanitari che richiedono riparazioni urgenti.

Il CPT critica la mancanza di attività presso i tre CPR visitati e raccomanda lo sviluppo di un regime appropriato per tutti i centri di permanenza per i rimpatri, compreso l’accesso a mezzi di ricreazione, materiale di lettura e progetti organizzati da ONG. Una più ampia gamma di azioni propositive (di formazione e lavoro) dovrebbe essere istituita per le persone che rimangono nei centri per diversi mesi. Il rapporto del CPT è complessivamente molto positivo in relazione ai servizi d’assistenza medica forniti presso i tre CPR visitati, ma include alcune raccomandazioni per migliorare la registrazione delle lesioni traumatiche e per assicurare, presso il CPR di Torino, la riservatezza delle consultazioni mediche.

Inoltre, vengono forniti commenti e raccomandazioni per potenziare le tutele giuridiche per la prevenzione dei maltrattamenti, compresa l’istituzione di registri centrali di eventi critici e procedure di reclamo efficaci presso tutti i CPR d’Italia. Osservazioni critiche, con un forte accento sulla sicurezza, riguardano inoltre l’ambiente austero e carcerario osservato nei CPR di Caltanissetta e Torino. Alla luce delle pratiche osservate in questi due CPR in relazione all’isolamento delle persone trattenute, il rapporto raccomanda l’adozione di regole chiare sull’utilizzo delle celle e delle unità di isolamento nei CPR. Migliore la situazione a Ponte Galeria (Roma).

Aeroporto di Fiumicino ok, ma solo per fermi di breve periodo

Le condizioni materiali nelle camere di sicurezza dell’aeroporto di Roma per il trattenimento di cittadini stranieri ai quali è rifiutato l’ingresso sono risultate idonee solo per permanenze molto brevi, essendo le strutture sprovviste di luce naturale, aria fresca e aree di passeggio esterne. Sono emersi problemi anche rispetto alla fornitura regolare di pasti per le persone trattenute; dovrebbe essere trovata senza indugio una soluzione soddisfacente.

Aiutare l'Italia con un approccio europeo

Il CPT "riconosce le importanti sfide affrontate dalle autorità italiane in merito all'afflusso di nuovi arrivi via mare. Riconosce inoltre i notevoli sforzi profusi nello svolgimento delle operazioni di salvataggio e nel fornire rifugio e assistenza alle centinaia di migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti attualmente presenti nel paese. In un simile contesto, il rapporto "ribadisce la necessità di un approccio europeo coordinato e di un sistema di sostegno per affrontare il fenomeno dell’arrivo in massa di migranti".

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