Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Bruxelles contro Atene: basta respingimenti di migranti o taglieremo i fondi

Diverse Ong hanno accusato la Grecia di violazione dei diritti internazionali e di aver rimandato indietro i barconi provenienti dalla Turchia, dopo aver classificato il Paese come "sicuro" per i rifugiati

La Grecia deve porre fine ai respingimenti in mare di migranti o perderà i fondi che le vengono versati dalla Commissione allo scopo di aiutarla a gestire i flussi. Bruxelles ha chiesto ad Atene di creare un meccanismo indipendente per monitorare la gestione del controllo dei confini, sostenendo che questa sarà una precondizione per ottenere i 15,83 milioni richiesti dal Paese ellenico.

Le richieste Ue

"L'istituzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente e credibile aiuterà a prevenire le violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere e garantirà che siano in atto procedure per indagare efficacemente su eventuali accuse di tali violazioni", ha detto a Euractiv un portavoce dell'esecutivo comunitario. La Commissione ha espresso “profonda preoccupazione” per le accuse arrivate da diverse Ong di respingimenti e maltrattamenti dei migranti, assicurando che saranno prese “molto seriamente”, e chiedendo a tutti gli Stati membri interessati dal fenomeno "di indagare in modo completo e credibile su tutte le accuse, stabilire i fatti e intraprendere le conseguenti azioni necessarie se e quando viene accertata una violazione".

Le accuse

Il governo conservatore di Atene è stato recentemente accusato da più parti di attuare respingimenti illegali sia in mare che sulla terraferma.  In una recente dichiarazione, Amnesty International ha accusato le autorità di confine greche di “detenere violentemente e illegalmente” rifugiati e migranti per poi rispedirli in Turchia, in violazione dei trattati europei e internazionali sulla difesa dei diritti umani sottoscritti da Atene.  Ma l'esecutivo ellenico respinge le accuse e il ministro per le migrazioni, Notis Mitarakis, ha sostenuto che si baserebbero su immagini e testimonianze che arriverebbero dal Paese d’origine dei migranti. Mitarakis ha aggiunto che molti casi sono già stati investigati anche dall’Ue stessa, ma che i report “non hanno provato alcuna violazione” dei diritti fondamentali protetti dall’Unione. 

Turchia Paese sicuro

Il governo greco ha comunque classificato la Turchia di Recep Tayyp Erdogan come un “Paese sicuro” per i richiedenti asilo provenienti da Afghanistan, Bangladesh, Pakistan, Siria e Somalia. Di conseguenza, se questi richiedenti asilo varcano il confine possono essere rispediti indietro a prescindere dai motivi per cui chiedono protezione. Mentre per la Commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, ha affermato che “non c’è nulla di strano” nella scelta di Atene, aggiungendo però che dovrebbe essere presa una decisione per ogni singolo migrante, l’eurodeputata irlandese Maria Walsh, del Ppe, ha criticato la classificazione della Turchia come Paese sicuro. "Noi europei, dobbiamo farci un esame di coscienza e capire perché ci sentiamo a nostro agio nel definire la Turchia un Paese terzo sicuro quando si sono ritirati dalla convenzione di Istanbul", ha detto. Walsh ha sottolineato che nella nazione non si fermano gli abusi contro le donne, anche online, e che discriminazioni e crimini d’odio contro la comunità Lgbt+ sono troppo comuni. La situazione in Grecia resta comunque molto complicata.

I campi profughi

L’Ong umanitaria International Rescue Committee (IRC) ha recentemente sostenuto che i migranti nel campo di Moria, divorato da un incendio un anno fa, vivono ancora in condizioni precarie con gravi rischi per la propria salute mentale.  Secondo Angeliki Kalogeridi, responsabile dell’organizzazione per Lesbo, il 63% dei richiedenti asilo presenti nel campo sono afgani, e il 95% di questi ha riportato casi di depressione nell’ultimo anno. Anche Kalogeridi ha espresso dubbi sulla classificazione della Turchia. "Abbiamo bisogno di maggiori chiarimenti sul motivo per cui è stata designata come un Paese sicuro per i migranti quando chiaramente non lo è", ha affermato.

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